| ZIMBABWE: DOMANI IL BALLOTTAGGIO MA IL PAESE E' NEL CAOS |
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| 26/06/2008 | |
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26 giu. - Cresce la tensione nello Zimbabwe ad un giorno dal
ballottaggio per la presidenza. Il leader dell’opposizione, Morgan
Tsvangirai, ha lanciato un ultimatum di 24 ore al presidente in carica
Robert Mugabe. E intanto si muove anche la diplomazia internazionale.
TRATTARE PRIMA DEL VOTO -
In un’intervista rilasciata al quotidiano britannico The Times, Tsvangirai ingiunge al presidente uscente del Paese africano, al potere ininterrotamente da 28 anni, di aprire negoziati entro le votazioni di domani se non vuole perdere definitivamente qualsiasi legittimità. «Se il signor Mugabe si dichiarerà vincitore del ballottaggio e si considererà ancora il presidente, le trattative saranno finite. Come potremmo negoziare?», ammonisce il dissidente, rifugiato da domenica sera nell’ambasciata olandese ad Harare dopo gli arresti e le intimidazioni dei giorni scorsi (tranne il paio d’ore durante le quali ieri era tornato a casa propria).
VIOLENZE CONTRO I SOSTENITORI -
«Io ho presentato offerte, ho fatto aperture, gli ho comunicato che avrei trattato prima delle elezione e non dopo, perchè in ballo non c’è l’elezione ma la transizione. Lui le offerte le ha respinte, ha scatenato la violenza contro i miei sostenitori, ha ucciso e mutilato, continua a uccidere e a mutilare civili indifesi, l’esercito è ancora nelle strade», incalza Tsvangirai nell’intervista. «Come può Mugabe definirsi un presidente eletto. «È illegittimo, e io con un presidente illegittimo non parlo», sottolinea il numero uno dell’opposizione che, poco prima di riparare nella rappresentanza diplomatica dei Paesi Bassi, aveva annunciato il ritiro dalla consultazione di domani; malgrado la sua rinuncia, il regime ha confermato che le elezioni si terranno come previsto.
LA RICE: VOTO ILLEGITTIMO -
Gli Stati Uniti ribadiscono che non riconosceranno il voto. «Chiaramente, nessun ballottaggio che non veda la partecipazione dell’opposizione può essere considerato legittimo - ha detto la Rice, parlando a Kyoto, dove si trova per la riunione dei ministri degli Esteri dl G8 - Nessun esito potrà essere considerato legittimo».
Quella di domani, ha sottolineato ancora il capo della diplomazia americana, «non sarà un’elezione legittima, nessuno crede che sarà un’elezione legittima». E ancora, secondo la Rice, la gente dello Zimbawe ha diritto a un governo legittimo, che «non può essere» quello di Mugabe. Anche Barack Obama, il candidato democratico alle presidenziali americane, il processo elettorale in Zimbabwe è diventato «una farsa completa e assoluta».
MANDELA SI SCHIERA - RIFUGIATI NELL'AMBASCIATA SUDAFRICANA -
Una durissima presa di posizione contro il regime di Mugabe arriva da Nelson Mandela. L’ex presidente del Sudafrica ha espresso da Londra preoccupazione per la crisi nello Zimbabwe ed ha criticato la leadership del paese. In un discorso pronunciato questa sera ad una cena ufficiale ha parlato di un «tragico fallimento della leadership in Zimbabwe». Mandela si dice «profondamente preoccupato e rattristato» per quanto sta accadendo.
Inoltre, sempre nella giornata di ieri, circa 300 persone si sono rifugiate nell’ambasciata sudafricana ad Harare affermando di essere vittime della violenza politica. Uomini, donne e bambini che dicono di provenire da varie località dello Zimbabwe e di essere state vittime dei sostenitori del presidente Robert Mugabe, sono entrate nella rappresentanza diplomatica, che dista solo un chilometro dalla residenza del presidente.
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