| ZIMBABWE: IL LEADER DELL'OPPOSIZIONE SI RIFUGIA NELL'AMBASCIATA OLANDESE |
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| 23/06/2008 | |
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23 giu. - Si aggrava sempre di più la crisi politica in Zimbabwe.
In vista del ballottaggio di venerdì che è stato boicottato dal leader
dell'opposizione Morgan Tsvangirai che lo ha definito una «farsa» messa
in scena dal governo di Mugabe, il clima si fa pesante. Il leader
dell'opposizione si è infatti rifugiato nell'ambasciata olandesedi
Harare.
Lo rende noto l'agenzia olandese Anp.
Poche ore prima la polizia ha effettuato un irruzione nel quartiere generale dell'opposizione, l'Mdc, a Harare dove ha fermato circa 60 persone tra cui alcune vittime delle violenze dei giorni scorsi che avevano trovato rifugio nell'edificio.
Ne ha dato notizia un portavoce del Movimento per il cambiamento democratico di Morgan Tsvangirai.
Il ministro della Giustizia dello Zimbabwe Patrick Chinamasa nel frattempo ha dichiarato che il ballottaggio delle presidenziali, previsto per venerdì 27 giugno, si svolgerà in ogni caso. «Il processo che conduce al ballottaggio - ha aggiunto Chinamasa - è ormai irreversibile».
Tsvangirai aveva annunciato il suo ritiro dal secondo turno delle presidenziali per protestare contro le violenze delle milizie dello Zanu-Pf (il partito di Mugabe) verso i suoi sostenitori.
Si calcola che negli ultimi giorni siano stati uccisi almeno 70 militanti dell'Mdc, partito di Tsvangirai e principale forza di opposizione in Zimbabwe.
La comunità internazionale si sta lentamente movendo. Il commissario Ue allo sviluppo Luis Michel, commentando la situazione in Zimbabwe, ha affermato che le elezioni «non possono essere considerate legittime, visto il clima di violenza e intimidazione».
«La decisione di Morgan Tsvangirai è pienamente comprensibile considerato l'inaccettabile livello di violenza» che ha impedito all'Mdc, che è il partito di opposizione, di fare campagna elettorale, ha sottolineato Michel.
Tutti gli osservatori africani che si trovano in Zimbabwe - ha proseguito il commissario - ci hanno detto di aver visto atti di intimidazioni, violenze e crimini messi in atto dallo Zanu-Pf (il partito governativo) contro l'Mdc.
Ora speriamo - ha concluso Michel - che i leader africani che si riuniranno per il vertice dell'Unione africana questa settimana in Egitto condannino fermamente la situazione dello Zimbabwe e facciano il possibile per risolvere la crisi per il popolo dello Zimbabwe e per la democrazia in Africa».
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