| ZIMBABWE: SANZIONI ONU MA RUSSIA E CINA PONGONO IL VETO |
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| 12/07/2008 | |
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12 lug. - Il Consiglio di Sicurezza delle
Nazioni Unite non ha approvato oggi al Palazzo di Vetro le
sanzioni contro il governo dello Zimbabwe guidato da Robert
Mugabe, a causa del veto della Russia e della Cina, ambedue
membri permanenti dei Quindici.
Come hanno spiegato gli ambasciatori dei paesi europei e
degli Stati Uniti, tutti favorevoli alle sanzioni per
penalizzare le elezioni farsa che hanno permesso di mantenere
Mugabe al potere, lo scontro era apparso gia' inevitabile nei
giorni scorsi visto che i paesi contrari alle sanzioni non hanno
offerto nessuna alternativa, ed e' stato deciso di andare fino
in fondo.
Il presidente di turno, l'ambasciatore vietnamita Le Luong
Minh, ha annunciato nove voti a favore, cinque contrari e una
astensione, precisando che il documento non e' stato approvato
perche' almeno un paese con diritto di veto ha votato contro la
risoluzione.
I nove voti a favore sono stati quelli degli Usa e dei paesi
europei (Gb, Francia, Italia, Belgio, Croazia), piu' Burkina
Faso, Costa Rica e Panama. Hanno votato contro Russia e Cina
(ambedue con diritto di veto), Libia, Sudafrica e Vietnam.
L'Indonesia, infine, si e' astenuta.
Il primo a lasciare la sala che ospita il consiglio di
Sicurezza, l'ambasciatore britannico John Sawers, ha accusato in
particolare Russa e Cina ''di non avere proposto nessuna
alternativa'' all'ipotesi di sanzioni.
Secondo Sawers, il suo collega russo Vitaly Ciurkin non
avrebbe rispettato quanto promesso al Vertice del G8 di Toyako
dal presidente russo Dmitri Medvedev, pronto a nuove misure
contro Harare (anche se la parola sanzioni non e' mai stata
pronunciata da Mosca). La stessa accusa e' stata poi ripresa
dall'americano Zalmay Khalilzad.
Le ragioni che hanno spinto cinque paesi del Consiglio a
votare contro (e l'Indonesia ad astenersi) e' la loro ostilita'
nel vedere i Quindici intervenire nella crisi della Zimbabwe.
Primo, perche' la crisi non rappresenta una minaccia per la
stabilita' internazionale; secondo perche' grazie alla
mediazione dell'Africa del Sud, e' in corso un tentativo di
risolverla a livello regionale.
Non condivide questo punto di vista Khalilzad, che si e'
detto ''deluso'' oltre ad essere convinto che ''non ci sono
negoziati seri e sostanziali in questo momento tra il regime di
Mugabe e l'opposizione''.
L'ultima volta che una risoluzione era stata bocciata al
Palazzo di Vetro invocando il diritto di veto, risale al gennaio
2007, quando gli stessi Russia e Cina avevano bocciato la
richiesta Usa e britannica di chiedere alla Birmania di
rilasciare i prigionieri politici.
La Cina ha ribadito che il proprio
veto contro la risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu,
proposta dagli Stati Uniti, che avrebbe imposto delle sanzioni
allo Zimbabwe in seguito alle elezioni presidenziali dello
scorso giugno, sia stata una giusta decisione.
''Il dialogo e la negoziazione sono l'unica strada per
risolvere la crisi dello Zimbabwe'', ha dichiarato il portavoce
del Ministero cinese degli Esteri, Liu Jianchao. ''La sanzione
dell'Onu sarebbe controproducente per il processo di
negoziazione tra il governo e l'opposizione, e complicherebbe
ulteriormente la situazione interna del Paese''.(Ansa).
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