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Ultimo aggiornamento: 01.12.2008 ore 18:16
ZIMBABWE: SANZIONI ONU MA RUSSIA E CINA PONGONO IL VETO Stampa E-mail
12/07/2008
12 lug. - Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite non ha approvato oggi al Palazzo di Vetro le sanzioni contro il governo dello Zimbabwe guidato da Robert Mugabe, a causa del veto della Russia e della Cina, ambedue membri permanenti dei Quindici.
mugabe280x200.jpgCome hanno spiegato gli ambasciatori dei paesi europei e degli Stati Uniti, tutti favorevoli alle sanzioni per penalizzare le elezioni farsa che hanno permesso di mantenere Mugabe al potere, lo scontro era apparso gia' inevitabile nei giorni scorsi visto che i paesi contrari alle sanzioni non hanno offerto nessuna alternativa, ed e' stato deciso di andare fino in fondo.
Il presidente di turno, l'ambasciatore vietnamita Le Luong Minh, ha annunciato nove voti a favore, cinque contrari e una astensione, precisando che il documento non e' stato approvato perche' almeno un paese con diritto di veto ha votato contro la risoluzione. I nove voti a favore sono stati quelli degli Usa e dei paesi europei (Gb, Francia, Italia, Belgio, Croazia), piu' Burkina Faso, Costa Rica e Panama. Hanno votato contro Russia e Cina (ambedue con diritto di veto), Libia, Sudafrica e Vietnam. L'Indonesia, infine, si e' astenuta.
Il primo a lasciare la sala che ospita il consiglio di Sicurezza, l'ambasciatore britannico John Sawers, ha accusato in particolare Russa e Cina ''di non avere proposto nessuna alternativa'' all'ipotesi di sanzioni. Secondo Sawers, il suo collega russo Vitaly Ciurkin non avrebbe rispettato quanto promesso al Vertice del G8 di Toyako dal presidente russo Dmitri Medvedev, pronto a nuove misure contro Harare (anche se la parola sanzioni non e' mai stata pronunciata da Mosca). La stessa accusa e' stata poi ripresa dall'americano Zalmay Khalilzad.
Le ragioni che hanno spinto cinque paesi del Consiglio a votare contro (e l'Indonesia ad astenersi) e' la loro ostilita' nel vedere i Quindici intervenire nella crisi della Zimbabwe. Primo, perche' la crisi non rappresenta una minaccia per la stabilita' internazionale; secondo perche' grazie alla mediazione dell'Africa del Sud, e' in corso un tentativo di risolverla a livello regionale. Non condivide questo punto di vista Khalilzad, che si e' detto ''deluso'' oltre ad essere convinto che ''non ci sono negoziati seri e sostanziali in questo momento tra il regime di Mugabe e l'opposizione''.
L'ultima volta che una risoluzione era stata bocciata al Palazzo di Vetro invocando il diritto di veto, risale al gennaio 2007, quando gli stessi Russia e Cina avevano bocciato la richiesta Usa e britannica di chiedere alla Birmania di rilasciare i prigionieri politici.
La Cina ha ribadito che il proprio veto contro la risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, proposta dagli Stati Uniti, che avrebbe imposto delle sanzioni allo Zimbabwe in seguito alle elezioni presidenziali dello scorso giugno, sia stata una giusta decisione. ''Il dialogo e la negoziazione sono l'unica strada per risolvere la crisi dello Zimbabwe'', ha dichiarato il portavoce del Ministero cinese degli Esteri, Liu Jianchao. ''La sanzione dell'Onu sarebbe controproducente per il processo di negoziazione tra il governo e l'opposizione, e complicherebbe ulteriormente la situazione interna del Paese''.(Ansa).
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