| Pizzo, Sicilia 47% no all'esercito, Sondaggio Ekma (Cannata) |
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| 03/09/2007 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Commento di Salvatore Cannata
Ekma ha effettuato un sondaggio con un campione nazionale e uno di siciliani, a cui sono state poste le stesse domande. Tutti d'accordo nel tenere fuori chi paga il pizzo. Grandi differenze per l'intervento dell'esercito.
Una
risposta quasi in linea ed una diametralmente diversa. Dalla doppia domanda ad
Italia e Sicilia del nostro sondaggio, su Confindustria che vuole espellere chi
dei suoi paga il pizzo e che chiede che l'esercito torni in Sicilia per fermare
le intimidazioni e proteggere gli imprenditori, emerge una realtà chiara.
Metà
dei siciliani dicono si a Confindustria che espelle chi paga il pizzo,
cosiccome, con qualche punto percentuale in più, il resto del Paese. Ma quando si
chiede all'Italia ed alla Sicilia, se l'esercito deve tornare per difendere gli
imprenditori contro le intimidazioni, il dato è diametralmente diverso, la
"forbice" si allarga. Perché solo un Siciliano su cinque lo ritiene necessario
e quasi uno su due no, rispetto, invece, ad un dato nazionale che dice di come
il 55% sia d'accodo e il 15% no.
E' ampia ma non paradossale, questa forbice 25 luglio 1992 e sino all'8 luglio
1998; Forze Armate italiane in Sicilia,
che si richiamavano al nome della rivolta popolare del XIII secolo.
La presenza dell'esercito fu necessaria, in appoggio alle normali forze di polizia,
dopo la tragica serie di eventi che insanguinarono
sui si e sui no d'Italia e di
Sicilia davanti sull'aggettivo "necessario". Perché ?
Una spiegazione, come
scrive Gianfranco Miccichè, è quella che
volere l'esercito significa "soddisfare la logica della paura". "E teniamo bene
a mente - scrive nel suo blog il Presidente del Parlamento di Sicilia - che non
sconfiggeremo mai la mafia con la sua stessa strategia e non sarà la logica
della paura a risolvere i nostri problemi". Vero, verissimo. Sono giorni
difficili, qui da noi; giorni in cui, mentre l'imprenditore Andrea Vecchio
parla e si ribella, dice che le pallottole non possono uccidere le sue idee, "sintetizza
- scrive ancora l'onorevole Miccichè - la strategia, il pensiero e il modo di
agire che dovrebbe essere proprio di tutti Siciliani", il resto dell'Isola
guarda e si interroga, di una storia senza fine. Forse, per qualcuno, dire no
all'esercito, è sintomo di disillusione; quasi se, insomma, ogni rimedio non
fosse mai, quasi per assioma, quello giusto, quello utile, quello possibile.
Forse...Più probabilmente dire no alle forze armate in giubba verde, è perché
l'Esercito, quello che può dare risposte, c'è già.
Sono le Istituzioni, sono le
forze dell'ordine, è la Legge, sono i Siciliani. C'è bisogno che questo,
diventi un circuito virtuoso, una miscellanea composita che produca energia e
vitalità. "Inutile"; così l'esercito in Sicilia viene definito da quasi un
Siciliano su tre; "non necessario", dice il 47%. Ma nove siciliani su dieci,
hanno voluto rispondere a questa domanda, hanno voluto dire la propria. I
Vespri, da queste parti, datano
Salvatore Cannata (dir, VRSicilia)
Sondaggio telefonico realizzato da Ekma il 30 e 31 Agosto 2007. Campione nazionale 800 casi, campione Sicilia 300 casi su popolazione maggiorenne. |
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