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Ultimo aggiornamento: 21.11.2008 ore 08:30
Sondaggi Per l'85% degli italiani il tempo conta più del denaro Stampa E-mail
24/07/2007
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Per l'85% degli italiani il tempo conta più del denaro. A patto che lo si viva senza frenesia, per ritrovare il proprio equilibrio psicofisico nella vita di tutti i giorni.

A rivelarlo un sondaggio dell'«Osservatorio Pasta Rummo sulla Lentezza» che mostra come 2 italiani su 3 vorrebbero imparare a prendere la vita con più calma e ridiventare padroni del proprio tempo. E la percentuale sale al 75% nel caso dei più stressati: dirigenti, professionisti e imprenditori.

L'Osservatorio ha infatti commissionato a Teseo Research un sondaggio per conoscere il parere degli italiani su tempo, qualità della vita e lentezza. La filosofia «slow» è un lusso per pochi o un'esigenza di tutti? Secondo l'inchiesta «Qualità della vita e filosofia della lentezza» - realizzata su un campione di 1000 italiani - per i nostri connazionali il Nirvana psico-fisico è dietro l'angolo.

La felicità è «a portata di mano, basta rendersene conto», pensa il 74% del campione. Due italiani su tre sarebbero infatti disposti ad accantonare i sogni più difficili e distanti come la proverbiale «lunga vacanza nel luogo esotico dei propri sogni» in cambio di un'ora in più al giorno tutti i giorni, da dedicare a stessi e alle proprie passioni.

Il valore del tempo recuperato per quasi 9 italiani su 10 è più prezioso del denaro stesso .... a patto di essere gestito correttamente e di essere dedicato almeno in parte alle cose e alle persone che realmente ci stanno a cuore. Solo il 32% infatti, lega la qualità della vita ad aspetti tangibili come il benessere economico e un buon lavoro professionalmente stimolante.

Quasi la metà (44%) degli italiani che vivono in un grande comune da oltre 100 mila abitanti definisce la propria vita stressante o frenetica. Mentre solo 1 su 10 (12,5%) la giudica «tranquilla». Va un po' meglio in provincia, dove il 22,0% di coloro che vivono in piccole realtà provinciali (fino a 10 mila abitanti) dichiara di avere molto tempo da dedicare a se stesso.

Primi nella classifica dei più stressati i dirigenti, i liberi professionisti e gli imprenditori, che nel 70% dei casi dichiarano di trovare difficoltà nel gestire i carichi di responsabilità e di vivere di fretta la propria giornata-tipo, manifestando disagio in rapporto alla capacità/possibilità di regolare il ritmo della propria vita. La percentuale scende al 56% per operai, commessi e altri lavoratori dipendenti, al 50% per i lavoratori in proprio (commercianti, artigiani) e al 45% per quadri, impiegati, funzionari, insegnanti.

Come uscire da questa situazione? Oltre il 45% del campione afferma che la quantità di tempo libero a disposizione nel corso di una giornata dovrebbe ammontare a 2-3 ore, a fronte delle 1-2 ore effettivamente a disposizione. Un'ora da passare in relax, indifferentemente in casa o all'aria aperta: davanti alla televisione o camminando per la città (entrambe in testa alle preferenze degli italiani con il 18%); a seguire un pranzo con i propri cari (14%), o un'ora a praticare il proprio sport preferito (13% delle preferenze).

Due italiani su tre (68%) vorrebbero imparare a prendere la vita con più calma, abbracciando la «filosofia della lentezza». E, non a caso, sono proprio i soggetti che si sono dichiarati più «stressati» ad avvertire e manifestare un più urgente bisogno di calma e una più impellente necessità di (ri)diventare padroni del proprio tempo. La percentuale di coloro che vorrebbero imparare a vivere con più calma secondo la filosofia dello «slow living» passa infatti al 76% per dirigenti, professionisti e imprenditori, mentre sfiora il 74% per operai, commessi e altri lavoratori dipendenti e per gli impiegati. Ed è particolarmente sentita soprattutto nella fascia d'età «critica», tra 35-55 anni (74% dei casi), quella in cui in genere si concentrano le scelte più significative nella vita privata quanto nel lavoro.

Gli italiani indicano una serie di accorgimenti pratici per rallentare i ritmi e vivere una una vita «slow». Tra questi, «evitare di fare più cose contemporaneamente» (18% delle indicazioni totali), «andare a piedi o in bicicletta invece di prendere la macchina» (15%), praticare un'ora al giorno di un'attività fisica slow, come yoga, pilates (13%), dedicare tempo a bambini, anziani, famiglia (12,3%). Per il 10% degli italiani anche mangiare con calma un buon pasto. Un dato, quest'ultimo, ancora più significativo se si considera che il mangiare è tra gli aspetti pratici del quotidiano più penalizzati dal «fast living»: il 40,3% degli abitanti dei grandi comuni è solito pranzare in meno di 20 minuti, spesso fuori casa e in piedi, da soli (14,6%) o con i colleghi di lavoro (18,8%).

A maggior ragione in Italia, dove l'aspetto sociale, conviviale dello stare a tavola è importante quanto il cibo, spesso di più. Tanto che per il 14% degli italiani pranzare in famiglia è una delle attività quotidiane che meriterebbero più tempo per essere godute pienamente. Ma proprio la grande tradizione culinaria italiana potrebbe giungere in soccorso degli italiani: alla domanda sul legame tra cibo e «slow living», gli italiani pensano che sia particolarmente in linea con la «filosofia della lentezza» un'attenta riscoperta dei piatti tradizionali (34%), ma anche sperimentare il gusto di un piatto mai assaggiato (25%), o, più semplicemente, dilettarsi tra i fornelli, sperimentando in modo nuovo qualcosa di semplice e quotidiano« (23%).

La palma di alimento slow per eccellenza non poteva che andare all'alimento simbolo della cucina - e della convivialità italiana: la pasta (40%). e che stacca in questa speciale classifica pesce (34%), verdura (33%), frutta (32%) e perfino i dolci, con il 9,5% delle preferenze. (Fonte: La Stampa)




 

 

 

 

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