Di GIUSEPPINA CAVALLO – Venerdì mattina ad Agorà Swg ha annunciato che il Movimento 5 Stelle di Grillo potrebbe arrivare come potenziale fino al 20,6%, un dato puramente virtuale – si è affrettato a chiarire Weber – che rappresenta la soglia di cittadinanza riconosciuta al partito di Grillo, la gente che guarda in simpatia il Movimento 5 Stelle e che eventualmente prenderebbe in considerazione il voto.

Anche Ipr Marketing a Piazza Pulita, giovedì sera, ha fatto un focus sul movimento di Grillo e Antonio Noto ha illustrato un dato con un’oscillazione dal 5 al 13%.

Se teniamo poi in conto quanto spesso in tv si parli del comico prestato alla politica e contiamo quanti esponenti del Movimento 5 Stelle sono presenti nei vari talk show possiamo dire senza ombra di dubbio che siamo davanti ad una vera e propria euforia per Grillo.

Un’euforia che però, dal punto di vista dell’elettorato, non riguarda il programma, ma l’idea che il partito dei grillini possa portare una ventata di novità in politica.

Quello che però va detto è che entrambi gli istituti di ricerca hanno sottolineato come la “simpatia” per il partito di Grillo prescinda dal programma e che rappresenti, piuttosto, una modalità di esprimere la propria protesta. A conferma di ciò c’è il dato per cui solo l’11% degli intervistati ritiene che il Movimento 5 Stelle dica cose giuste – percentuale che incredibilmente scende al 6% tra gli elettori del partito – mentre la maggioranza condivide le posizione dei grillini perché ritine che in politica serva un rinnovamento.

Un voto di protesta quindi che però non danneggerà i grandi partiti come Pdl o Pd, ma che andrà a discapito dei piccoli e di quei movimenti come Idv e la (ormai fu) Lega che raccolgono gli scontenti.