Nuovo durissimo colpo per la cancelliera tedesca Angela Merkel. Nelle elezioni regionali del Baden-Wurttemberg dopo 58 anni di dominio assoluto la CDU passa all'opposizione. Rimane all'opposizione anche a in Renania-Palatinato.
Non si ferma quindi l'avanzata del partito ecologista, che registra un successo che va al di la' dei numeri: i Verdi oltre a raddoppiare i loro voti raggiungendo il 25% dei consensi, riescono a superare il partito socialdemocratico, e si aggiudicano il diritto di guidare per i prossimi cinque anni il land con il 62enne Wienfried Kretschmann alla testa di una coalizione verde-rosso.
In Baden-Wuerttemberg la Cdu crolla dal 44,2 per cento delle ultime elezioni (2006) al 39 per cento, i suoi alleati liberali (il partito di Westerwelle) escono addirittura più che dimezzati, precipitando dal 10,7 per cento a un risultato attorno al 5 per cento. Volano invece i Verdi, che dall'11,7 per cento passano al 24,2 diventando prima forza della sinistra. Sorpassano persino la Spd (socialdemocrazia) che dal 25,2 per cento cala al 23,1. La linke, la sinistra radicale, è al 2,8 per cento, quindi sotto il quorum.
"È stato un voto sul futuro del nucleare. Abbiamo capito" questo il commento a caldo del vicepremier Westerwelle. Anche Sigmar Gabriel, presidente della Spd,
ha legato il risultato delle consultazioni al dibattito sul nucleare:
"Oggi, è stata presa la decisione definitiva sulla fine dell'energia
nucleare in Germania" ha commentato.
Non va meglio, per il governo federale, nella Renania-Palatinato,dove ancora una volta il successo dei Verdi ha messo in crisi il centrodestra. Il socialdemocratico Kurt Beck, potentissimo governatore locale, resta saldo al potere, la sua Spd crolla di dieci punti scendendo al 35,7 per cento e perdendo così la maggioranza assoluta, ma potrà continuare a governare insieme ai Gruenen che crescono di 12 punti passando al 15,4 per cento. La Cdu invece fallisce nel tentativo di sorpassare i socialdemocratici. E soprattutto, la Fdp (liberali) precipita di quattro punti e quindi al 4 per cento, sotto il quorum per la rappresentanza.















