Urne aperte. Mentre dilaga inarrestabile il movimento dei giovani "Indignados", trentaquattro milioni di spagnoli sono chiamati oggi ad eleggere 8.116 sindaci, 68.400 consiglieri comunali e 828 regionali in 13 delle 17 regioni semi-autonome.

I sondaggi prevedono una batosta per i socialisti di Zapatero al potere dal 2004 e predicono la possibile perdita di roccaforti come Barcellona, Siviglia e Castilla-La Mancha. Il tutto condizionato dalla disastrosa situazione conomica manifestata dal nuovo movimento di protesta: protagonisti i giovani, che dal 15 maggio protestano per la mancanza di lavoro: il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 21,19 per cento, il piu' alto tra i Paesi industrializzati, ed è al 44,6% per gli under 25.
Gli "Indignados", sfidando il divieto imposto dalla Commissione elettorale centrale, hanno mobilitato nella notte decine di migliaia di persone nelle piazze di tutto il Paese, costringendo il governo del premier socialista, Josè Luis Zapatero, a rinunciare all’uso della forza per farli sloggiare alla vigilia delle elezioni amministrative e regionali.