Sempre piu' drammatica diventa col passare delle ore la situazione dell'Ungheria: il fiorino perde sempre piu' colpi rispetto all'euro. Oltre 320 fiorini per un euro mentre i tassi che lo Stato ungherese deve pagare per tenatre di rifinanziare il suo debito pubblico vanno oltre il 10%.
L'asta dei bond tenutasi questa mattina e che avrebbe dovuto regalare un margine di respiro, pare sia andata malissimo: sono stati venduti titoli per 35 miliardi di fiorini
contro i 45 miliardi programmati, con i tassi di quelli annuali che
hanno raggiunto il 9,96% contro il 7,91% del 22 dicembre scorso.
Il totale del debito pubblico è salito all'82,6% del prodotto interno lordo, e la crescita del prodotto interno
lordo sembra
oscillare tra stagnazione e rischio di recessione. Secondo il quotidiano tedesco Die Welt ''gli
investitori internazionali già elaborano scenari di bancarotta magiara
entro un mese'' che avrebbe pesantissime conseguenze per le banche di
tutta Europa: austriache e tedesche, ma anche per la gia' affossata Unicredit.
Al governo dell'autoritario Viktor Orban non resta che chiedere aiuti al Fondo monetario internazionale e all'Unione europea. Peccato pero che le trattative per un'intesa sono state sospese a causa dell'entrata in vigore della nuova legge ungherese che riduce
l'autonomia della Magyar Nemzeti Bank, la banca centrale, in violazione
dei Trattati europei e delle norme internazionali.















