Elezioni lontane dagli standard internazionali. L’Occidente boccia la tornata elettorale svoltasi in Myanmar, la prima dopo un ventennio. I primi risultati danno in vantaggio i partiti legati al regime militare alla guida del Paese, ma sono in tanti a denunciare brogli e irregolarità . Per il presidente statunitense Barack Obama le elezioni non hanno minimamente soddisfatto “gli standard internazionalmente riconosciutiâ€.
Parlando ieri dall’India, dove ha appena compiuto una visita, Obama ha in particolare ricordato che “per troppo tempo al popolo birmano è negato il diritto di determinare il proprio destinoâ€.
In un comunicato congiunto, il segretario di Stato americano Hillary Clinton e quello alla Difesa Robert Gates, insieme agli omologhi australiani, Kevin Rudd e Stephen Smith, hanno duramente contestato il voto. “Australia e Stati Uniti manifestano il loro profondo rammarico per il fatto che le autorità birmane non sono riuscite a tenere elezioni libere e regolariâ€, si sottolinea nella nota. Dure critiche sono arrivate anche da Bruxelles.
L’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, Catherine Ashton aveva rivolto un appello alle autorità del Myanmar, chiedendo la garanzia che il voto segnasse “l’inizio di una fase più inclusivaâ€.
Il ministro degli Esteri britannico, William Hague ha ricordato che “tenere elezioni irregolari non rappresenta un progressoâ€, mentre il governo di Parigi ha rivolto un monito al regime affinché “apra un dialogo con le forze dell’opposizioneâ€.
Appelli tutti inascoltati. La Lega nazionale per la democrazia, principale formazione all’opposizione guidata da Aung San Suu Kyi, ha boicottato la tornata. Il premio Nobel per la pace, agli arresti domiciliari, aveva trionfato alle elezioni nel 1990, ma la dittatura militare non ha mai consentito la formazione del governo.
Nel 2008, la costituzione è stata emendata e prevede tra l’altro che un quarto dei seggi nei due rami del Parlamento siano riservati agli ufficiali militari. Non sono mancati scontri e tensioni durante le operazioni di voto. Secondo quanto riferito dalla Bbc, tre persone sarebbero rimaste uccise nel corso di scontri tra ribelli e truppe governative nei pressi di Myawaddy, mentre un giornalista giapponese è stato arrestato con l’accusa di essere entrato illegalmente nel Paese. A nessun osservatore internazionale è stato concesso di monitorare il voto.














