Secondo l’Ocse infatti si prevede che per la
ricostruzione del Giappone dopo il terremoto dell'11 marzo, dovranno essere messi in campo investimenti pari a 5,6
miliardi di yen (1,1% del PIL) entro la fine del 2012. L’Ocse sottolina che: “ l' esperienza di disastri passati in Giappone e in altri paesi sviluppati suggerisce che l'impatto negativo a breve termine sulla produzione economica sarà seguita da un rimbalzo dovuto alla spesa per la ricostruzione con una crescita stimata del Pil dello 0,8% nel 2011, seguita da un picco di crescita del 2,3% nel 2012†.
Il punto di riferimento per le spese di ricostruzione, piano non ancora annunciato dal governo Giapponese, potrebbe essere la spesa sostenuta dopo il terremoto Hanshin-Awaji (Kobe) nel 1995 che, come ricorda l’Ocse, in quel caso erano stati messi in campo investimenti per 3,2 miliardi di yen (0,7% del PIL) e 5 miliardi di yen per un periodo di sei anni. Il danno cusato dall’11 marzo 2011 si stima abbia causato 16 trilioni di yen di danno mentre il terremoto di Kobe il danno causato era di 9,6 miliardi di yen.
Molte cause contribuiranno ad un rallentamento della produzione nella seconda meta’ del 2011, come la carenza di corrente elettrica, mentre si prevede che nel terzo trimestre ci sara’ un decisivo rimbalzo, "trainato dagli investimenti fissi legati alla ricostruzione'', sia pubblici che privati.
Rimarra’ comunque contenuto il consumo privato per tutto il 2011, che dovrebbe contrarsi dello 0,5%, a causa della scarsa fiducia dei consumatori. Il prossimo anno pero’ le cose dovrebbero tendere ad un netto m miglioramento, la crescita dei consumi aumentera’ infatti dell'1,4%, grazie agli investimenti sulla ricostruzione. L’Ocse dunque ritiene improbabile una recessione estesa,grazie anche ad una ripresa economica che si era intravista già prima del terremoto con il pacchetto di stimolo fiscale lanciato in autunno (che sosterrà l'economia nella prima metà del 2011) a cui si aggiunge il dato positivo relativo all’occupazione dei primi mesi del 2011.













