Neanche Otunbaieva e il suo partito sono stati immuni da attacchi. Questa settimana una serie di partiti hanno accusato il Partito socialdemocratico (Sdpk), la formazione della presidente, di aver usato mezzi sporchi e risorse pubbliche per dirottare il risultato elettorale. Veleni che rendono ancora più incandescente la situazione. E dopo il voto potrebbe andare ancor peggio. I pochi sondaggi disponibili non prevedono risultati che chiariscano il quadro politico.
L'ultimo, condotto dal Fondo pubblico per il sostegno dei programmi di sviluppo e pubblicato dall'agenzia di stampa Interfax due giorni fa, vede al primo posto il partito Ata-Meken di Tekebaiev con il 13,6 per cento, i socialdemocratici di Otunbaieva all'11,5 per cento, seguiti poi dall'Ata-Jurt e da Ar-Namys di Felix Kulov, ex premier considerato vicino a Mosca. Questi, con l'aggiunta probabilmente di una o due altre compagini politiche, dovrebbero essere i partiti che entreranno in Parlamento.
Si vota utilizzando il sistema proporzionale con sbarramento. C'è pessimismo sulla possibilità che il risultato elettorale poi porti alla costituzione di una maggioranza. "Nessun partito avrà un successo nel raggiungere la maggioranza", ha spiegato a Interfax il leader del partito Ak Shumkar, Temir Sariev. Dopo le elezioni, ha detto ancora il politico, "dovremo imparare ad andare d'accordo" e "solo allora potremo formare coalizioni per una maggioranza". Intanto, paese potrebbe andare a gambe all'aria.