Sondaggi politici, elettorali, sondaggi d'opinione. Il sondaggio politico elettorale che fa opinione

Clandestinoweb
Ultimo aggiornamento: 06.09.2008 ore 02:00
Palestina: legittimità e stabilità Stampa E-mail
13/07/2007
Ad Abbas e Hamasè legato il problema della legittimità in Palestina che potrebbe essere superato con nuove elezioni presidenziali e legislative.

palestine.gifAbbas è stato eletto nel 2005 con circa il 60 per cento dei voti, ma quelle elezioni non furono contestate da Hamas. Egli ricevette 500 mila voti su un elettorato di circa 1,2 milioni di persone. Un anno più tardi, nell'ambito di elezioni più competitive, Hamas ottenne il 44 per cento delle preferenze, pari a 440 mila voti. Entrambe le elezioni furono considerate autenticamente democratiche da molti osservatori internazionali.

L'ultimo sondaggio da parte del Palestinian Center for Policy and Survey Research indica che un 13% scarso degli intervistati si dichiara soddisfatto della gestione della crisi palestinese da parte di Abbas, e il suo indice complessivo di gradimento è calato del 36 per cento. Abbas resta il presidente legittimo, ma non più di quanto Hamas fosse il legittimo partito di governo. A dispetto delle impressioni secondo cui la Cisgiordania è la "terra di Fatah", lo scorso anno Hamas ha conquistato in proporzione un più alto numero di seggi qui che nella Striscia di Gaza.

Legittimità e percezioni di legittimità sono importanti. Essi costituiscono i soli pilastri contro un completo disfacimento del governo in un contesto in cui le forze di sicurezza "statali" sono degenerate in attori di parte. Diventa perciò vitale cercare soluzioni alla crisi basate sul senso di legittimità dei palestinesi, non quello immaginato in alcune capitali dell'Occidente.
La legittimità di Abbas si logorerà se egli non è in grado di garantire velocemente la stabilità. Dal punto di vista legale, l'autorità del governo di emergenza scade dopo 30 giorni. Per legge, due terzi del Consiglio legislativo dovranno confermare l'emergenza, ma ciò non accadrà fino a quando Hamas dominerà il consiglio e molti deputati rimarranno nelle prigioni israeliane. La scadenza del periodo di 30 giorni può costituire un problema legale per i donatori, che hanno bisogno di meccanismi di contabilità legali e trasparenti.

In ogni caso, prima di tutto ci sarà un problema politico. Circa il 75% dei palestinesi chiede nuove elezioni presidenziali e legislative, con cui il problema della legittimità sarebbe superato. Ciò potrebbe apparire allettante per Fatah, con i sondaggi di opinione che indicano un crollo del sostegno per Hamas (33%) e un vantaggio di Abbas su Ismail Haniyya di Hamas se ci fosse un elezione presidenziale. Comunque, delle elezioni potrebbero costituire un rischio per Fatah, perché il sistema elettorale favorisce i candidati e gli elettori disciplinati, cosa che non costituisce il punto di forza di Fatah. Più importante, sembra impossibile che elezioni corrette possano essere tenute nelle condizioni attuali. La commissione elettorale indipendente ha compiuto un lavoro apprezzabile nelle scorse elezioni, ma chi potrebbe garantire un voto indipendente oggi? E come potrebbe Fatah fare campagna elettorale nella Striscia di Gaza o Hamas in alcune zone della Cisgiordania?

Come possono essere evitate, dunque, nuove guerre civili e da dove dovrebbe provenire la legittimità? Il risultato di un sondaggio che viene spesso ignorato negli articoli sulla crisi è che il 70% dei palestinesi è favorevole a dei negoziati con Israele su uno stato palestinese a Gaza e gran parte della Cisgiordania. Veloci trattative sullo status finale (della Palestina) potrebbero probabilmente tenere in vita la legittimità di Abbas, ma tali negoziati sono improbabili. Può essere perciò necessario legittimari in anticipo. Lo scorso anno Abbas accarezzò l'idea di tenere un referendum sul documento dei "prigionieri", una dichiarazione tenuta dai palestinesi nelle carceri israeliane, compreso il popolare leader di Fatah Marwan Barghouti. Il documento faceva appello a un governo di unità e a negoziati di pace con Israel condotte da Abbas e dall'Organizzazione per la liberazione della Palestina. All'epoca Abbas utilizzò l'idea del referendum per spingere Hamas a una posizione meno rigida.

Il piano del referendum può avere ancora dei meriti in rapporto al semplice dilemma su rapite elezioni o niente elezioni. Facendo riferimento o meno al documento dei prigionieri, Abbas potrebbe chiedere un referendum che gli dia un mandato per negoziare un accordo di pace all'interno di un determinato lasso di tempo, promettendo che qualsiasi accordo di pace sarebbe sottoposto a sua volta a referendum.

Hamas potrebbe trovare difficoltà ad opporsi a un piano di questo tipo, che dopotutto promette ai palestinesi di tornare sulla questione che più gli sta a cuore, rispetto a un collasso dell'Autorità palestinese. In ogni caso, Abbas avrebbe bisogno di proporre questo nell'ambito di trattative con Hamas condotte in buona fede, perché non esiste una chiara base legale per tenere un referendum e Hamas non dovrebbe recepirlo come una mera riproposizione dell'iniziativa dell'anno passato. Abbas dovrebbe offrire in cambio qualcosa, come un governo di tecnici che supervisioni gli affari interni fino alla conclusione dei negoziati di pace e alle seguenti elezioni generali.

Le condizioni per un negoziato di pace sono peggiori di quanto lo fossero due anni fa. Comunque, con tutta probabilità non miglioreranno. L'Occidente non dovrebbe sostenere Fatah nella sua lotta con Hamas, che potrebbe trasformare i Territori palestinesi in un altro Iraq. Fatah e Hamas hanno commesso l'uno contro l'altro crimini notevoli che non possono essere cancellati. La comunità internazionale dovrebbe forzarli a parlarsi e costringere Israele a negoziare. Molti israeliani sono a favore di una soluzione di due Stati. Solo un accordo di pace con confini condivisi consentirà al mondo di stabilire se l'uso della forza in Cisgiordania da parte di Israele si rivolta alla difesa delle frontiere o a coprire le sue città e i suoi insediamenti in continua espansione.

Ma il tempo per una soluzione dei due Stati sembra star scadendo. Votando a favore di un mandato per i negoziati di pace ad Abbas, i palestinesi non solo estenderebbero la legittimità politica del presidente, potrebbero anche creare lo slancio politico per serie trattative che nessun altro è stato capace o ha voluto suscitare dal 2001. (Fonte: OsservatorioIraq)

 

 

 

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