Un sondaggio di Ipr-Marketing per Repubblica parla chiaro: il premier non è mai stato così in basso. Una paraboola discendente che dura dall'inizio dell'anno e che in quest'ultimo mese di novembre fa registrare un picco negativo ancora più forte. Ma quello che deve ancor di più allarmare Silvio Berlusconi è il complesso dei dati sulla fiducia degli italiani così come esce dalla rilevazione mensile di Ipr-Marketing.
Cala la fiducia nel premier (-2%) e scende del 3% anche quella nell'intero governo mentre per la prima volta nella "classifica" dei singoli ministri nessuno avanza rispetto al gradimento registrato nel mese precedente.Anzi, molti perdono.
Non è certo un buon viatico proprio all'inizio del mese rovente che porterà al voto di fiducia del 14 dicembre. Ma le preoccupazioni maggiori per il partito del premier vengono dai risultati dell'indagine Ipr sulla fiducia nei partiti. Il Pdl cala ancora, dell'1% in 30 giorni. Insieme all'Idv è l'unico a registrare un calo. E soprattutto per la prima volta dall'inizio del governo Berlusconi il gradimento è pari a quello del Pd.
Ma il risultato non è confortante per nessuna delle due grandi compagini. In chiave elettorale il vero spostamento che questo sondaggio mensile conferma è quello verso le forze più piccole: sale la Lega, che anche nella fase difficile consolida la sua dote ed è prima in gradimento. Stessa tendenza – anzi, accentuata – per l'Udc mentre lo strappo definitivo ha giovato al Fli: il partito di Fini sale del 2% nella fiducia degli italiani raggiungendo l'Italia dei Valori (che cala del 3).
Stesso movimento sul fronte opposto dove il Sel si attesta al 30%, sopra i democratici: una ulteriore conferma della popolarità di Vendola. Le intenzioni di voto. E' su questi movimenti nell'umore degli elettori che i partiti si concentrano nella prospettiva delle elezioni anticipate. Rispetto alle quali l'Ipr ha condotto per la prima volta in questi quasi tre anni un sondaggio sulle intenzioni di voto. In testa resta il Pdl con il 28,5% e diventa decisivo il 12,5% attribuito alla Lega. Anche da qui viene la conferma della debolezza del partito del premier. Al quale si avvicina il Pd (26%), risultato che però conferma la necessità assoluta di stringere alleanze e immaginare una coalizione abbastanza larga da dare una speranza nella competizione elettorale.
L'ago della bilancia divengono dunque le "terze forze": le intenzioni di voto confermano la fotografia emersa dalle risposte sul gradimento. E danno all'Udc il 7% dei consensi, il 5,5 a Futuro e Libertà, il 5 all'Idv e il 4,5 al SeL di Vendola. Mentre al 2,5 si attesterebbe il Movimento 5 Stelle. P
remier e governo. Il risultato è rispettivamente, dicevamo, -2 e -3. Di fatto una sonora sconfitta. Il calo nel gradimento del premier dura da tutto l'anno, anche con salti in basso appunto del due o tre per cento. Ma sempre con periodi di assestamento.
Questa volta si passa dal 39% di settembre al 37% di ottobre, al 35% di novembre. Discesa costante, alla quale si accompagna il balzo negativo più rilevante per la compagine governativa. I ministri. La graduatoria dei ministri rimane sostanzialmente invariata, con il "podio" ancora assegnato a Maurizio Sacconi, seguito da Maroni e Alfano alla pari. Ma anche da questa parte della rilevazione le notizie per il governo non sono buone: è la prima volta che nessun ministro ha un sia pur lieve aumento di gradimento. Nel migliore dei risultati restano fermi o regisstrano cali come Tremonti (-2), Brunetta (-3), Galan (-3). I partiti. Il risultato di questa parte del sondaggio è la sanzione definitiva del calo di gradimento verso il premier e il suo partito, che scende ancora fino al 28% facendo registrare lo stesso risultato risultato del Pd. E' la prima volta in quasi tre anni: basti pensare che solo a settembre la differenza era 34 a 26. Ma non sono buone notizie per tutti e due i partiti maggiori. La graduatoria vede di fatto l'affermazione dei partiti minori nella fiducia degli italiani. La classifica è guidata dalla Lega che guadagna un altro 2%, a una incollatura l'Udc (che sale del 4%) e poco dopo SeL, primo partito della sinistra. In costante ascesa il Fli che con il 24% raggiunge l'Idv in netto calo. Infine il 16% di gradimento per i grillini del Movimento 5 Stelle.