12 ago. – L'agosto bollente scuote la politica, che dopo gli anni delle certezze granitiche, torna a quota periscopio, al giorno per giorno, con le elezioni quotidianamente dietro l'angolo e gli Istituti di Sondaggio che assurgono a Terza Camera, come ai tempi del travagliato ultimo Governo Prodi.

Insomma, tutto cambia, niente cambierebbe. Seppur a bocce ferme (nel senso che stante il Ferragosto si opera a "percezioni" e non a sondaggi veri e propri, i tre più dinamici Istituti di sondaggio, i cui pareri sono stati raccolti in giornata dalla ADNKronos, appaiono tutti sostanzialemnte concordi: si dovesse andare al voto domani, Silvio Berlusconi uscirebbe ancora una volta dalle urne quale vincitore delle elezioni.

Addirittura, Nicola Piepoli vede il fronte del centrodestra attestarsi sul 50% dei voti, e ricorda che in Italia "le elezioni non si vincono con il 51%, ma, abbondantemente, con il 46-47%". Con lo strappo dei finiani e la creazione di Futuro e Liberta' per l'Italia, Piepoli vede un vantaggio per il centrodestra nel suo complesso, quantificato in un +2%: "Voti in uscita dalla sinistra che vanno a Fini, voti persi dal Pd, dall'Idv, e dall'estrema sinistra". Ma questo, spiega, non significa che Fini da solo valga il 2%: "Si votasse oggi, Fini dovrebbe all'incirca prendersi il 4-5%, la numerica dei suoi deputati, pero' da li' provengono poco piu' della meta' dei voti, gli altri, provengono da altri partiti e in particolare dalla sinistra. Quindi, il centrodestra nel suo complesso aumenta".

Più prudente Renato Mannheimer: "Le intenzioni di voto degli italiani cambiano in relazione alla campagna elettorale". Comunque, per Mannheimer, "oggi come oggi, sulla base dei sondaggi, Berlusconi conquista comunque la grande quantita' dei consensi degli italiani". "Fini -prosegue Mannheimer- con una sua forza politica autonoma e' stimato poco sotto il 10%, ma anche questo dipende da quello che dice, che puo' farlo salire o scendere nel giro di due giorni". Si conferma la forza della Lega, "stimata da tutti in crescita", mentre per quanto riguarda l'Udc, "non si sa, perche' anche li', se si formassero delle alleanze Udc-Fini-Montezemolo, che si presentino in alternativa ai partiti tradizionali, verrebbero stimate molto". Infine, "il centrosinistra che appare come sempre un po' debole". Sulla consistenza del cosiddetto Terzo Polo, non si sbilancia nemmeno Piepoli: "bisogna vederlo in essere, adesso non c'e', quando diventera' reale invece che virtuale, ne riparleremo".

Luigi Crespi  cita delle rilevazioni che risalgono al 5 agosto, "ma che lasciano un po' il tempo che trovano, perche' dovremo misurare da settembre quanto questa brutta figura – riferendosi alla vicenda della 'casa di Montecarlo'- ha pesato sull'opinione pubblica".

"Gli ultimi sondaggi realizzati prima della rottura col Pdl – prosegue Crespi- sono fatti sul partito di Fini, che viene dato da un minimo del 5-7% a un massimo del 9-10%, e poi c'e' una misurazione del Terzo Polo che va addirittura dal 15% al 25%".

Il punto di domanda è: ma davvero ha pesato e in che misura la "brutta figura" rimediata da Fini?

Piepoli è cauto: "Non so dirlo, potro' farlo tra una settimana, devo fare prima i sondaggi, ne riparliamo tra 7-10 giorni".

Per Mannheimer invece: "Nessuna vicenda influisce direttamente, le vicende si sedimentano e accumulano nella percezione delle persone: sicuramente e' un fattore negativo, vediamo col tempo – spiega- se si accumuleranno altre vicende, sara' una cosa negativa per Fini. Certo, il presidente della Camera, essendosi messo in pista, ora dovra' sopportare degli attacchi come questo".

Luigi Crespi è certo di una cosa: "E' stato sicuramente uno dei piu' grossi massacri mediatici ai quali io abbia assistito, ma credo anche che la "pezza" messa Fini sia peggio dello strappo stesso. Si e' trattato di un errore dal punto di vista della comunicazione". Insomma, conclude Crespi "Il danno c'e' stato, poi vedremo quanto pesera', questo francamente ora non so dirlo".