24 apr – da Repubblica.it – L’Udc ha vinto o ha perso queste elezioni? La
“strategia delle mani libere” ha premiato il partito guidato da Casini oppure
no? Questi sono gli interrogativi da cui siamo partiti per analizzare la
performance dell’Udc nella tornata elettorale di quest’anno.

 Se guardiamo ai territori che sono giunti alla scadenza naturale nel 2010 (13
regioni e 53 comuni con popolazione superiore ai 15mila abitanti), vediamo come
l’Udc sia riuscita a vincere in 6 regioni e 23 municipi, con un saldo positivo,
rispetto al 2005, di 4 regioni e 8 comuni. Analizziamo meglio cosa è successo
nelle scorse settimane.


LE
TABELLE DEMOS


Elezioni regionali
. Nel 2005 l’Udc si è sempre coalizzato
con il centro-destra e con questi alleati riesce a vincere in due regioni,
Lombardia e Veneto. Nel 2010, come è noto, il partito di Casini si allea in
modo diversificato.

In 4 regioni l’Udc si coalizza con il centro-sinistra: vince la competizione
nelle Marche, in Basilicata e in Liguria (apportando, in quest’ultima, un
contributo importante all’affermazione di Claudio Burlando). In Piemonte, dove
la sfida è stata vinta da Roberto Cota, la scelta di sostenere Mercedes Bresso
non sembra essere stata apprezzata né dall’elettorato di centro-sinistra né da
quello dell’Udc. Rispetto al 2005, il partito di Casini passa dal 5 al 4%,
mentre la coalizione di centrosinistra scende dal 50% del 2005 al 44% (escluso
l’Udc) ottenuto oggi.


In 3 regioni il partito di Casini si coalizza con il centro-destra, e vince sia
in Campania e Calabria (dove il suo contributo appare modesto rispetto alle
forze in campo), che in Lazio, dove il suo apporto è fondamentale per la
vittoria di Renata Polverini.