27 apr. – Che cosa accadrebbe se si andasse a elezioni anticipate in autunno? Chi vincerebbe? Affaritaliani.it lo ha chiesto a Maurizio Pessato, amministratore delegato dell'Swg e uno dei più famosi sondaggisti in Italia. "Se si vota dopo l'estate vuole dire che c'è stata una rottura nel Pdl, che potrebbe essere provocata da una caduta sulla Giustizia o sul federalismo. A quel punto Berlusconi – ma stiamo parlando di scenari fantapolitici – potrebbe rompere gli indugi e costringere i finiani a votare contro la fiducia. Il primo passaggio sarebbe quello di cercare di formare un altro governo senza elezioni. Ma diciamo che non ce la farebbero a causa di veti incrociati".

"La situazione potrebbe vedere la formazione di tre grandi aree: Pdl (berlusconiano)-Lega-La Destra, un centro formato da Fini-Rutelli-Casini e il Centrosinistra.
Tre grandi schieramenti e questo sistema elettorale potrebbe avvantaggiare teoricamente il Centrosinistra, nel caso in cui il Pd riuscisse a mettere in piedi una coalizione ampia, perché con un punto in più avrebbe il premio di maggioranza alla Camera".

"Comunque – spiega Pessato – l'ipotesi più probabile è che vincano il Popolo della Libertà e il Carroccio, che però avrebbero grossi problemi al Senato, dove quasi certamente sarebbero minoranza. L'area di centro di Fini e l'Udc (più l'Api) insieme al Centrosinistra, anche se il Pd non riuscisse a fare una coalizione, sarebbe maggioranza perché si coalizzerebbero.
Il risultato? Ingovernabilità e governo tecnico per rifare legge elettorale con un Nord in subbuglio, anche se non tutto andrebbe al seguito della Lega. Probabilmente interessi economici e anche i media potrebbero calmierare le spinte di Bossi. Un esecutivo di questo tipo cercherebbe di realizzare un po' di federalismo fiscale e di riformare la legge elettorale. E su questo punto si aprirebbero giochi di vario genere".
"L'altra ipotesi è che anche al Senato prevalgano Pdl e Lega e quindi abbiano la maggioranza per governare. Ma è difficile. Berlusconi ha fatto lo statista nel discorso del 25 Aprile per tagliare l'erba a Fini, perché sa che al Senato non avrebbe quasi certamente la maggioranza. Potrebbe avere un consenso esorbitante al Nord ma ci sarebbe la palla al piede della Camera Alta. Molto dipende anche dalla possibilità di riuscire a costruire un'offerta di centro interessante, che metterebbe in difficoltà anche il Pd. Se Fini andasse da solo si fermerrebbe al 4-5%, senza prospettiva politica. Invece con una proposta politica di centro forte si potrebbe tornare ai valori del '94, attorno al 15%.
Ma solo se scattasse un'operazione politica convincente. E' vero che il bipolarismo è ormai apprezzato dagli italiani, ma se si votasse in autunno potrebbe esserci una botta forte per i bipolaristi e non è escluso che si arrivi a un tripolarismo con l'idea che possa generare maggiore stabilità".

E il Pdl? "Con la prima ipotesi (Fini da solo) resterebbe comunque sopra il 30%. Mentre nel secondo andrebbe sotto questa quota perché lo spazio comincerebbe a mancare".
La Lega? Verrebbe esaltata da questo scenario e potrebbe arrivare al 15%, con la formazione di quattro grandi partiti: il Carroccio e il centro Fini-Rutelli-Casini al 15% e il Pdl e il Pd indeboliti, colpevoli di aver riportato il Paese alle elezioni.
I Democratici resterebbero certamente sotto il 30%, anche perché non avrebbero il tempo per costruire nulla da qui all'autunno. L'Italia dei Valori soffrirebbe la presenza di Beppe Grillo, che potrebbe sottrarre proprio consensi a Di Pietro.
In qualche modo si tornerebbe al '92 ma per insipienza dei partiti, una situazione negativa che coinvolgerebbe tutti tranne, nel breve periodo, il Carroccio".

"In definitiva – conclude l'a.d. di Swg – le elezioni a ottobre penalizzarebbero molti contendenti e la Lega potrebbe ritrovarsi forte ma isolata e non è la cosa migliore nemmeno per Bossi, che invece ha interesse ad avere almeno due anni per sviluppare i progetti su federalismo".
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