Dopo le parole del Cardinale Bagnasco a Todi, durante il convegno delle associazioni cattoliche, e' tornato alla ribalta il tema del ruolo dei cattolici in politica.
L'ultimo osservatorio di Renato Mannheimer si concentra proprio su questa questione analizzando quanto e come gli italiani siano favorevoli a una presenza piu' organica dei valori cattolici in un dibattito politico in cui si va sempre piu' riaffermando la questione etica e morale.
Diverse ricerche evidenziano come gli elettori credenti siano distribuiti nei diversi partiti e come la loro scelta di partito non sia molto dissimile da quelle dei laici.
Diverse ricerche evidenziano come gli elettori credenti siano distribuiti nei diversi partiti e come la loro scelta di partito non sia molto dissimile da quelle dei laici.
L'Istituto Ispo ha voluto sondare in che modo per gli italiani sarebbe meglio che i cattolici partecipassero alla vita politica in Italia. Dai dati emerge una certa perplessita' rispetto all'opportunita' che si abbia un maggiore impegno dei cattolici in politica sotto forma di un partito di ispirazione dichiaratamente cattolica. Solo il 7% dei cattolici praticanti la ritiene una soluzione attraenete. Per il 29% sarebbe opportuno semplicemente portare i valori cattolici all'interno dei diversi partiti, mentre per il 13% dovrebbero formare gruppi, associazioni che esercitano una funzione critica sulla politica nazionale, ma senza entrare direttamente in politica.
La maggioranza comunque (47%) pensa che i cattolici non dovrebbero agire in nessun modo particolare, quindi nel complesso la presenza organizzata dei cattolici nella vita politica non e' uno scenario attrente per gli elettori.
La maggioranza comunque (47%) pensa che i cattolici non dovrebbero agire in nessun modo particolare, quindi nel complesso la presenza organizzata dei cattolici nella vita politica non e' uno scenario attrente per gli elettori.















