Il quesito che propone l'abrogazione delle norme che stabiliscono la determinazione della tariffa per l'erogazione dell'acqua, il cui importo prevede attualmente anche la remunerazione del capitale investito dal gestore, ha ottenuto il 54,8% di affluenza alle urne.
i dati definitivi danno la vittoria del si' per 95,8%, mentre il no raggiunge il 4,2%.
Il quesito riguardava l'abrogazione di parte del comma 1 dell'art. 154 del decreto legislativo del 3 aprile 2006. Questo prescriveva che la tariffa del servizio idrico fosse determinata "tenendo conto della qualita' della risorsa idrica e del servizio fornito, delle opere e degli adeguamenti necessari, dell'entita' dei costi di gestione delle opere, dell'adeguatezza della remunerazione del capitale investito e dei costi di gestione delle aree di salvaguardia, nonche' di una quota parte dei costi di funzionamento dell'Autorita' d'ambito, in modo che sia assicurata la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio secondo il principio del recupero dei costi e secondo il principio chi inquina paga".
Il referendum proponeva l'abrogazione della parte sottolineata, ovvero "dell'adeguatezza della remunerazione del capitale investito". La vittoria del "sì" impedira' alle societa' di gestione del servizio idrico di ottenere profitti garantiti dai rincari sulla bolletta, ad oggi possibili fino al 7%.















