Di Valentina Tortelli – Una Italia a velocita' zero. Zero per i blocchi causati dallo sciopero di categoria sulle strade italiane. Incrociano le braccia i tassisti contro il decreto sulle liberalizzazioni promosso dal governo, scioperano partendo da Sud, dalla Sicilia, anche gli autotrasportatori. Se i camion si mettono di traverso bloccando anche il traffico delle auto da Nord a Sud, i tassisti ieri hanno regalato a Roma, a Bologna, a Napoli un servizio quasi completamente fermo. Cosi'' si scatena la protesta: contro la manovra del governo per riorganizzare le licenze dei taxi e contro l’aumento del carburante, del pedaggio autostradale e dell’Irpef, sul fronte dell’autotrasporto. Chi fara' (e sta gia' facendo) le spese di questa nuova serrata di mobilitazioni?
I dati Demopolis di dicembre sulla fiducia dei cittadini nel Governo Monti parlano del 54% dei consensi, era oltre il 70% all'indomani delle dimissioni del Governo Berlusconi. Ma la piu' volte annunciata manovra “lacrime e sangue” doveva inevitabilmente lasciare i suoi effetti anche sulla popolarita' del nuovo esecutivo tecnico. Il governo ci rimette. Il Movimento dei Forconi, associazione di agricoltori, pastori ed allevatori, sulla propria pagina Facebook inveisce e si mobilita conto il "disinteresse quando non maltrattamento da parte delle istituzioni". Anche loro ci rimettono. Ai cittadini, ai lavoratori, a tutti quelli che avrebbero avuto bisogno di prendere l'autostrada o un taxi, non rimane che arrangiarsi. Forse e' la parte che fra disservizi, ritardi e speculazione sui prezzi in agguato, e' quella che ci rimette in maggior misura. Insomma, le spese di questa situazione sono di tutti, ma per qualcuno lo sono di piu'.
Malcontento non genera solo altro malcontento? E una volta toccato il fondo (dei propri risparmi e della disperazione per non riuscire bene a sbarcare il lunario) chi dara' a chi la spinta necessaria per risalire? Se l’unica cosa utile da fare, durante una crisi, e' difendere la propria credibilita', chi sono oggi coloro che devono credere e quelli che devono, di necessita', essere creduti?
Il premier Monti difende il suo pacchetto sulle liberalizzazioni. Il prefetto di Napoli minaccia multe da 10mila euro contro chi blocca le strade, il presidente di Confindustria Marcegaglia intima la rimozione dei blocchi con decorrenza immediata. E anche per il Codacons lo sciopero protratto oltre i tre giorni sa di illegalita'. Il programma della mobilitazione prevede disagi e blocchi fino a venerdi''. E l'Italia e' tagliata in due. I dimostranti, invece, rimangono sul piede di guerra. Finira' muro contro muro?
Il premier Monti difende il suo pacchetto sulle liberalizzazioni. Il prefetto di Napoli minaccia multe da 10mila euro contro chi blocca le strade, il presidente di Confindustria Marcegaglia intima la rimozione dei blocchi con decorrenza immediata. E anche per il Codacons lo sciopero protratto oltre i tre giorni sa di illegalita'. Il programma della mobilitazione prevede disagi e blocchi fino a venerdi''. E l'Italia e' tagliata in due. I dimostranti, invece, rimangono sul piede di guerra. Finira' muro contro muro?















