I lavoratori di tutte le classi sociali sono depressi e non sarebbe per colpa della elite politica. E' l'analisi messa a punto da Gian Maria Fara, presidente di Eurispes, in occasione della presentazione del Rapporto Italia 2012.
Il senso di depressione generale avrebbe le seguenti motivazioni: "I poveri perche' vedono allontanarsi la possibilita' di migliorare la loro situazione economica; i ceti medi perche' hanno paura di una progressiva proletarizzazione; i ricchi perche' si sentono criminalizzati e hanno persino timore di mostrare il proprio status".
E’ improprio, continua Fara, attribuire le cause di questo senso di frustrazione per intero alla classe politica: la responsabilita’ e' piuttosto della "classe dirigente generale".
In altre parole, la colpa della depressione dei lavoratori sarebbe degli imprenditori, delle elite culturali, dei magistrati e dei professori, dei sindacalisti e dei manager pubblici e privati. La classe dirigente e' autoreferenziale e dotata di un forte istinto di conservazione e terrebbe "in ostaggio la societa'".
La medicina per curare la depressione e sbloccare questo modello considerato feudale, per Fara, soprattutto il superamento "dell'egoismo e la difesa corporativa degli interessi". Da una recente ricerca Eurispes, però, il 22% degli italiani sarebbe sfiduciato anche nei confronti delle istituzioni, anche se oltre il 67% crede in Napolitano.