24 ago. – Buona affermazione dell'alleanza Popolo della Liberta'-Lega Nord, con maggioranza assoluta alla Camera e forse anche al Senato. In calo le quotazioni del partito di Gianfranco Fini. Male l'opposizione in generale e il Partito Democratico in particolare. Ma attenzione agli indecisi, che sono ancora circa un terzo degli elettori. Renato Mannheimer, presidente dell'Ispo, sceglie Affaritaliani.it per rivelare le sue previsioni nel caso in cui si tornasse a votare in autunno.
PDL – "Devo premettere che e' da fine luglio che non faccio sondaggi, ma la mia impressione e' che se ci fossero elezioni anticipate l'alleanza tra Pdl e Lega otterrebbe una buona affermazione e con questa legge elettorale avrebbe certamente la maggioranza alla Camera dei Deputati. Pero' al Senato la situazione e' piu' complicata, proprio perche' l'unico alleato di Berlusconi sarebbe Bossi e' ipotizzabile una difficolta' del Centrodestra nel Mezzogiorno, che invece e' molto piu' vicino a Fini del Nord".
FINI – "Quanto al partito del presidente della Camera, Futuro e Liberta' per l'Italia, a fine luglio era tra l'8 e il 10%. Poi un sondaggio non mio dell'8 agosto lo dava al 6%, in discesa dopo i fatti legati all'appartamento di Montecarlo. La tendenza per il Fli di Fini e' in discesa". E un centro con Casini e Rutelli? Il massimo che potrebbe ottenere a livello nazionale e' il 20%, ma credo piu' plausibile una percentuale attorno al 18%".
LEGA – "Da segnalare l'ottimo stato di salute del Carroccio. Secondo alcuni osservatori il movimento del Senatu'r veleggia nettamente sopra il 10%, secondo altri addirittura e' oltre l'11. E non manca chi parla di cifre superiori. La forza della Lega e' soprattutto nelle sue roccaforti, in Veneto si confermerebbe nettamente il primo partito, ma sta scendendo anche verso il Centro e nelle Regioni rosse".
SINISTRA – "Il Partito Democratico, 'poverino', e' in grossa difficolta'. A differenza della Lega, che una leadership forte e riconosciuta da tutti, il problema del Pd e' il continuo dibattito interno e il grande senso di debolezza che trasmette agli italiani. Per questo motivo il voto anticipato non conviene al Centrosinistra, che non lo vuole. La maggioranza attuale insiste per le urne perche' non trovera' mai piu' un'opposizione cosi' debole". Primarie? "Penso che Bersani potrebbe battere Vendola, ma fare una previsione non e' facile". Quanto a Di Pietro, "potrebbe subire l'effetto Beppe Grillo con un travaso di voti dell'1-1,5%".
ASTENSIONE – "Infine attenzione agli indecisi, che potrebbero favorire il centro di Fini, Casini e Rutelli. Molta gente e' infatti stanca dei partiti attuali e cerca qualcosa di nuovo. Il livello di indecisi, al momento, e' ampiamente superiore al 20 per cento e si attesta tra il 30 e il 35. Per questo motivo, in caso di elezioni anticipate, l'astensione potrebbe essere molto alta". (Velino)















