Di MIRIAM GIANGIACOMO – L'arresto di Papa, i dissapori nella maggioranza, la crisi economica. Ci sono tutti gli elementi per far si' che il sonno degli italiani venga meno.
Ma qual è lo scenario futuro che si prospetta? Cosa accadra' ora all'Italia? Clandestinoweb lo ha chiesto ai direttori di alcuni tra i maggiori istituti demoscopici d'Italia.
 
 
 
 
 
 
 
CARLO BUTTARONI (TECNE'): "Sembra un film gia' visto: anche nel '94 la Lega si comporto' in maniera non uniforme, il che ha portato al primo ribaltone della seconda Repubblica. Ma ora le cosse stanno in modo molto diverso: ci troviamo in una crisi molto complicata, mondiale, che ha il suo centro negli Stati Uniti e nell'Europa. In questi ultimi mesi il Governo, e in particolare Tremonti che si è smarcato dalla linea politica di Berlusconi, sta impostando un'azione molto attenta ai rimbalzi tecnici sul mercato. Questo fa pensare che il Governo Berlusconi sia 'destinato' a sopravvivere almeno finche' il mercato finanziario sara' a rischio. Se pero' nel 2012 ci sara' un assetto economico piu' stabile e positivo, la crisi di Governo potrebbe verificarsi, con una nuova fase piu' tecnica i cui appuntamenti potrebbero esserci gia' in autunno. Ma è difficile che avvenga ora, perche' in questo momento c'è bisogno di un governo in carica. Per il 2011 escluderei quindi qualsiasi tipo di crisi, anche perche' le forze in campo in questo momento, ovvero centrodestra e centrosinistra, non hanno una netta prevalenza l'uno sull'altro quindi un eventuale ritorno al voto non potrebbe risolvere la situazione. E' probabile che sia tutto rinviato al 2012".
   
 LUIGI CRESPI (CRESPI RICERCHE): "Dopo Papa, cadra’ anche il resto. Comunque poco importa se il Governo sopravvive o meno. Maggioranza e opposizione si devono rendere conto che il rapporto tra politica e opinione pubblica è totalmente saltato. Ricostruire un clima di fiducia con i cittadini deve essere la piorita’ per questo Governo, per la Sinistra o per qualsiasi Governo tecnico si venga a creare. E’ necessario che la politica torni ad occuparsi della realta’, dei cittadini. Che torni a rappresentarli. Viviamo un periodo torbido, oscuro. Si fanno molti paragoni col ‘92. Durante Tangentopoli abbiamo assistito alla barbarie, dal lancio delle monetine alla giustizia sommaria. E’ stato il Medioevo. Allora a sollevare l’indignazione popolare era la corruzione. Adesso abbiamo di fronte un malcostume diffuso che sta per generare la stessa cosa. Solo che il popolo si’ indignato del ‘92 era benestante. Venivamo dagli anni ‘80. L’Italia era uno dei Paesi piu’ ricchi del mondo. Oggi non è piu’ cosi’. I giovani non hanno un lavoro. Le famiglie non ce la fanno piu’ a sostenerli, a dare loro una speranza. Ecco perche’ credo che lo scenario piu’ plausibile sia una rivolta. Se la classe dirigente, non solo politica, non si rendera’ conto delle difficolta’ che vivono oggi giovani e precari e non adottera’ misure in grado di comprendere e accompagnare i sacrifici degli italiani, verra’ cacciata via con i forconi".
 

 
 
 
 
 
 
 
 RENATO MANNHEIMER (ISPO): "Il futuro dell'Italia, quello che accadra' al nostro Paese, purtroppo attualmente è di certo imprevedibile. Una cosa è sicura pero': e cioe' che il Governo è risultato molto indebolito dagli episodi che si sono verificati negli ultimi giorni. Ma prevedere gia' da ora cosa accadra' è davvero molto difficile. Adesso si vive alla giornata, e questo porta all'impossibilita' di fare previsioni a lungo termine che potrebbero risultare poi falsate, vista l'incredibile rapidita' e instabilita' con cui si sussuegono gli avvenimenti".