Sembra aver perso appeal rispetto al passato ma continua sempre e comunque ad essere protagonista dello scenario politico. E adesso il leader del Carroccio, Umberto Bossi, sembra dividere i sondaggisti.
Per Luigi Crespi , direttore dell'istituto demoscopico Crespi Ricerche, "Bossi non e' mai stato uno dei leader piu' amati in Italia. Ha avuto sempre un forte riconoscimento in una parte del Nord. La sua forza e' sempre stata quella di evidenziare gli interessi del Nord. Questa sua capacita' di tutela un po' egoistica e un po' sciovinista, con un linguaggio colorito e diretto, si e' rivelata poco efficace alla fine del percorso. La secessione, infatti, resta un sogno proibito, il federalismo non e' mai arrivato. Insomma la Lega, che e' nata per la tutela del territorio, non ha sviluppato interessi e raggiunto obiettivi di medio e lungo termine. Cio' non toglie, chiaramente, che Bossi resta un innovatore e una figura politica molto interessante dal punto di vista storico – dice Crespi -, ma e' finita la funzione della sua leadership".
"Bossi e Berlusconi -continua Luigi Crespi- potrebbero passare alla storia se riuscissero a superare una dimensione personale della leadership e a determinare una seconda fase. A dire la verita', Berlusconi sta tentando di farlo, sta cercando di dare continuita' al suo progetto politico con Alfano, ma ora toccherebbe a Bossi fare questo passo: deve avere il coraggio di determinare una successione. Basti pensare a Maroni, che ha un forte gradimento nell'opinione pubblica. Secondo un mio sondaggio del luglio scorso, il titolare del Viminale risulta il ministro piu' amato d'Italia''.
Renato Mannheimer, alla guida dell'Ispo, l'Istituto per gli studi sulla pubblica opinione, non si sbilancia e rinvia ogni giudizio alla ripresa, ma considera la figura di Bossi un po' appannata negli ultimi tempi. ''L'impressione generale -dice- e' quella non solo di un Bossi meno capace di intervenire nel merito, ma di una Lega piu' sbandata e fratturata del passato''. ''Non ho mai visto, difronte alla crisi economica e all'attule momento storico -sottolinea Mannheimer- divisioni cosi' forti nel Carroccio come adesso. Ora c'e' un momento di difficolta' nella Lega, ma non abbiamo riscontri e studi sull'opinione pubblica. Bisogna aspettare le prossime settimane per un giudizio compiuto, vediamo cosa accadra' alla ripresa autunnale''.
Nicola Piepoli, dell'omonimo istituto demoscopico, non vede un Bossi in caduta: ''A quasi settanta anni e con quel che gli e' capitato, si mantiene bene. E poi puo' contare su un'alleanza di ferro con Berlusconi, si tratta di un legame davvero solido. Certo -ammette- e' aria fritta quello che Bossi ripete, ma e' un'aria fritta che va bene per la sua gente".















