La sostenibilità di un’impresa si misura anche dalla capacità di offrire posti e opportunità di lavoro per tutti. Questo in linea di massima ma non è sempre cosi'. Soprattutto per le donne che, nella società moderna, si trovano a svolgere il triplice ruolo di lavoratrice, moglie e madre. E in Italia la maternità continua a essere uno dei fattori più critici per le donne che lavorano: il 27% delle donne occupate lascia il lavoro dopo la nascita del primo figlio. E' quanto emerge da una ricerca di Manageritalia.
Nel 90% dei casi la motivazione principale dell’abbandono del lavoro da parte della donna è legata all'esigenza di cura del neonato, e spesso il rientro in azienda dopo nove mesi è critico.
Il rientro a lavoro post-maternità è un momento delicato. Sul sito psyjob.it (dedicato ai temi della psicologia aziendale) ci sono pratici consigli sulle cose da fare, come: anticipare le proprie esigenze al direttore del personale su una maggiore flessibilità di orari e sui permessi per malattia del bimbo, che sono garantiti sia dalla legge sia dal contratto aziendale; raccogliere informazioni su cio' che è successo nei mesi di assenza e sui progetti in corso; rispondere alle piccole curiosità delle colleghe sulla gravidanza e sulla crescita del bambino serve a riallacciare i rapporti d'amicizia; sbrigare prima le pratiche che sembrano piu' gravose o insormontabili per aumenterà la fiducia in se stesse.
Nel contesto il rientro  è ovviamente piu' facile se come interlocutore c’è un’azienda disponibile.
Tra le aziende che hanno saputo sviluppare i migliori programmi e soluzioni per agevolare i propri dipendenti nel difficile ruolo ‘combinato’ di bravi genitori, coniugi attenti, professionisti efficienti, c’è anche Kraft Foods Italia.
Impegno che, nel 2009, ha portato al Premio FamigliaLavoro nella categoria Miglior progetto di diffusione della cultura della conciliazione in azienda, promosso da Regione Lombardia e da Alta Scuola Impresa e Società (Altis) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Da anni l’azienda consente la flessibilità oraria e altre agevolazioni come il servizio take away, farmacia o lavanderia per aiutare i dipendenti ad ottimizzare i tempi. Quanto alle politiche a tutela della maternità, dal 2006 Kraft ha siglato un accordo nel settore alimentare (Progetto Mamma Serena) e offrendo supporto alle neomamme in vari modi, ad esempio tramite possibilità di connessione da remoto durante la maternità, estensione della flessibilità oraria al rientro e possibilità di essere affiancati da una persona in stage.
Negli ultimi anni c’è stata anche una crescita importante dei contratti part-time, dal momento che vengono soddisfatte tutte le richieste.
 
In molti casi, purtroppo, le difficoltà non sono legate solo al rientro. L’ansia e il panico possono subentrare anche durante la gravidanza, soprattutto per chi è molto legato al posto di lavoro inteso non solo come fonte di guadagno. La paura di essere dimenticati e di non far più parte di un meccanismo, creano un disagio sia prima che dopo ed ostacolano il rientro.
 
Un'altra utile iniziativa: per mantenere il rapporto lavorativo ‘vivo’, durante il periodo di assenza, il Gruppo Bracco, che opera nel settore della salute, invia a casa periodicamente a tutte le donne in maternità, un'informativa in merito ai principali fatti organizzativi, i comunicati al personale, il bracco.com.
Fornisce cosi' uno strumento di partecipazione a distanza per mantenere un contatto con l’ambiente lavorativo e favorire così non solo il rientro ma anche uno stato psicologico più sereno della futura mamma.
Il Gruppo Bracco inoltre mette a disposizione un’assistente sociale a tutte le donne in gravidanza e nella fase post partum. Le interessate ricevono informazioni di carattere normativo, organizzativo, e sono affiancate, anche attraverso un supporto psicologico, nella conoscenza e nella lettura di stati emotivi, professionali e sociali connessi alla nuova situazione.
Un’attenzione verso il mondo femminile che si riscontra anche in altre iniziative come la possibilità di sottoporsi annualmente, in azienda, ad un programma mirato che comprende pap test e controllo senologico. Si aggiungono, quando suggeriti dallo specialista, approfondimenti quali la colposcopia, la mammografia e l'ecografia mammaria. Oggi le donne in Bracco rappresentano il 30% del personale e il 25% dei manager.