27 giu. - "Jacko si e' iniettato da solo il Propofol mentre non mi trovavo nella stanza". Conrad Murray, il cardiologo di Michael Jackson, formalmente accusato di omicidio colposo per la morte improvvisa del cantante, ribadisce cosi' -in un'intervista a "Gente", in edicola da domani- la linea della sua tesi difensiva per il processo che si terra' a breve.
E' lui il medico che si occupava della salute del re del pop, e' lui che gli somministrava ansiolitici, sonniferi e anche il Propofol, il potentissimo anestetico che ha messo ko il cuore della star della musica. Ora, a un anno dalla morte di Michael, Murray dichiara la sua verita'. "Insisteva: 'Voglio il mio latte!', cosi' chiamava il Propofol, e solo dopo ore ho ceduto alle sue richieste". Erano le 10.40 di mattina, dieci minuti dopo il cardiologo trova il corpo senza vita di Michael Jackson. Murray rilancia la sua denuncia, sostenendo che in sua assenza il cantante, dipendente dal farmaco, se ne sia iniettata da solo un'altra dose. Quella fatale che lo ha ucciso. (Adnkronos)