17 lug. – Secondo i dati del National Climatic Center la temperatura rilevata in questi giorni tocca i valori più alti dal 1880, anno in cui iniziò la raccolta. In particolare il mese di Giugno e' stato il più rovente di sempre. Il caldo record che stiamo vivendo e soffrendo anche in Italia rimarrà negli annali della climatologia.

Inoltre, il 2010 ha segnato anche il record per il trimestre appena trascorso (aprile-giugno) e risulta essere anche il più caldo di sempre.

I dati  pubblicato dal National Climatic Data Center del NOAA che li raccoglie dal 1880 senza interruzione, sia sulla terraferma che in mare, confermano che la temperatura media del mese di giugno del 2010 e' stata di 16,2°C, ossia 0,68° sopra la media del ventesimo secolo, che risulta essere di 15,5°C. E la temperatura media sulla terraferma sia stata di ben 1,07°C sopra le medesime medie. Particolarmente calde sono state le aree del Perù, del centro e dell'est degli Stati Uniti e dell'Asia. Solo la Scandinavia, il sud della Cina e il nordovest degli Usa hanno visto temperature leggermente inferiori alle medie.

Tutto ciò ha portato una notevole riduzione
anche dei ghiacci artici che ora sono del 10,6% sotto la media valutata
per il periodo 1979-2000. Buone notizie invece, giungono dall'Antartide,
dove invece, i ghiacci invernali sono dell'8,3% sopra la media per lo
stesso periodo.

Per quanto riguarda le temperature delle acque oceaniche pur essendo di 0,54°C sopra le medie, non hanno raggiunto il record assoluto. Un dato di speranza perché le temperature non aumentino ulteriormente. "L'Oceano Pacifico equatoriale potrebbe rimanere più freddo del normale per tutta l'estate e anche oltre e questo perché il livello del mare è già di 10 cm sotto il normale, una situazione che crea un deficit di calore trattenuto nella parte superficiale dell'oceano", ha spiegato Bill Patzer, oceanografo e climatologo del JPL della Nasa.

Dal Noaa fanno sapere che il 2010, come era stato previsto fin dall'inizio dell'anno, potrebbe risultare il più caldo dal 1880 ad oggi, superando anche i famigerati 1998 e 2003.

Ecco la mappa del grande caldo:
- WEEK-END A 40 GRADI: per il Dipartimento della Protezione
Civile ancora temperature con valori superiori alla norma fino a
domenica che in alcune citta' saranno prossimi, nei valori
massimi, ai 40 gradi. Massima allerta oggi (sulle 27 monitorate)
per 19 citta', sabato 21 citta', domenica crollano a 13.

- TEMPORALI: dal pomeriggio di sabato si prevedono temporali
diffusi sui settori alpini. Da domenica tempo instabile su
alcune zone della Valpadana, con rovesci o temporali specie sul
Triveneto; dalla seconda parte della giornata le precipitazioni
si estenderanno anche alle zone appenniniche ed interne del
centro-sud. Temperature in calo.


- LE REGIONI TRA BLACK-OUT ED EMERGENZA: a Milano tra le 14 e le
16:30 si sono registrati 3 black-out che hanno coinvolto circa
6.000 utenti, tra cui la centrale dei Vigili del Fuoco (dove
sono entrati in funzione i gruppi di continuita') e diversi
uffici, per surriscaldamento dovuto ai condizionatori. Black out
nella sede del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia. In
Sardegna, al buio meta' delle sale operatorie dell'Azienda
ospedaliera universitaria di Sassari. In Pianura veneta 34-35
gradi con temperature percepite di 40-45. A Roma picco massimo
registrato nel corso di questa seconda ondata di calore,
cominciata il 13 luglio scorso, con 38 gradi e 43 percepiti.
Nella capitale potenziati i servizi ambulanze e distribuite
260mila bottigliette di acqua in 4 giorni che raddoppieranno nel
fine settimana. Dichiarato lo stato di emergenza in Umbria. In
Campania un'ottantina le chiamate al 118 per malori in uffici
postali e sui bus. Ottavo giorno critico consecutivo per il
caldo a Firenze, con emergenza confermata anche per sabato. A
Torino 40 gradi e aumento degli arrivi ai Pronto Soccorso.


- LUGLIO SOPRA LA MEDIA: in Italia la prima decade di luglio ha
fatto registrare – riferisce la Coldiretti – una temperatura
massima superiore di 1,3 gradi rispetto alla media del periodo
di riferimento del trentennio 1970-2000, sulla base dei dati
della statistica decadale Ucea. La situazione piu' difficile -
precisa la Coldiretti – si e' registrata nelle regioni del
nordest Italia dove nello stesso periodo si sono registrati
scostamenti di 3,5 gradi in piu' rispetto alla media ed in
quelle del centro ovest dove il termometro e' risultato
superiore di 2,6 gradi rispetto alla media.