20 lug. - Un Mezzogiorno in recessione, colpito duramente dalla crisi nel settore industriale, che da otto anni consecutivi cresce meno del Centro-Nord, cosa mai avvenuta dal dopoguerra a oggi, il cui Pil del 2009 e' tornato ai livelli di dieci anni fa. Un'area periferica in cui gli emigrati precari, colpiti dalla crisi, privi di tutele, a parte la cassa integrazione, iniziano a rientrare, ma gia' pensano a ripartire, dove il tasso di disoccupazione paradossalmente cresce di piu' al Nord che al Sud, dove 6 milioni e 830mila persone sono a rischio poverta'. Questa la fotografia che emerge dal 'Rapporto Svimez sull'economia del Mezzogiorno 2010', presentato oggi a Roma. Uno scenario che richiede, secondo la Svimez, un nuovo progetto Paese per il Sud, che parta dal rilancio delle infrastrutture, con un piano di 35 miliardi di euro, per coinvolgere quale nuova 'frontiera' i settori piu' innovativi.
Nel 2009, il Pil del Sud e' calato del 4,5%, un valore molto piu' negativo del -1,5% del 2008, leggermente inferiore al dato del Centro-Nord (-5,2%). Il Pil per abitante e' pari a 17.317 euro, il 58,8% del Centro-Nord (29.449 euro).
A livello regionale, l'Abruzzo mostra nel 2009 una diminuzione del Pil particolarmente elevata (-5,9%), seguito dalla Campania (-5,4%), e Puglia e Basilicata a pari merito (-5%). Tutte negative le altre regioni meridionali, come le settentrionali, a eccezione della Valle d'Aosta. La perdita piu' contenuta in Sicilia (-3,1%).
A livello settoriale, nel 2009 anche l'agricoltura meridionale e' stata investita dalla crisi, con un crollo del valore aggiunto del 5%, contro il -1,9% del Centro-Nord. A livello regionale, il valore aggiunto di Abruzzo, Basilicata, Molise e Puglia, che nel 2008 avevano registrato buone performance, e' sceso fortemente, con valori compresi tra -8% e -11%. A fare le spese maggiori della crisi l'industria, con un crollo del valore aggiunto industriale nel 2009 del 15,8%, mentre le produzioni manifatturiere hanno segnato un calo del 16,6%. A tirare giu' l'industria meridionale soprattutto minerali non metallurgici (-26,9%), metalli (23,9%) e macchine e mezzi di trasporto (-20,5%). Una situazione senza precedenti, avverte la Svimez: dal 2008 al 2009 l'industria manifatturiera del Sud ha perso oltre 100mila posti di lavoro, di cui 61mila soltanto lo scorso anno. In questo modo il gap dell'industria meridionale con il Centro-Nord e il resto dell'Europa si e' ulteriormente aggravato.
A livello settoriale, nel 2009 anche l'agricoltura meridionale e' stata investita dalla crisi, con un crollo del valore aggiunto del 5%, contro il -1,9% del Centro-Nord. A livello regionale, il valore aggiunto di Abruzzo, Basilicata, Molise e Puglia, che nel 2008 avevano registrato buone performance, e' sceso fortemente, con valori compresi tra -8% e -11%. A fare le spese maggiori della crisi l'industria, con un crollo del valore aggiunto industriale nel 2009 del 15,8%, mentre le produzioni manifatturiere hanno segnato un calo del 16,6%. A tirare giu' l'industria meridionale soprattutto minerali non metallurgici (-26,9%), metalli (23,9%) e macchine e mezzi di trasporto (-20,5%). Una situazione senza precedenti, avverte la Svimez: dal 2008 al 2009 l'industria manifatturiera del Sud ha perso oltre 100mila posti di lavoro, di cui 61mila soltanto lo scorso anno. In questo modo il gap dell'industria meridionale con il Centro-Nord e il resto dell'Europa si e' ulteriormente aggravato.
Dal 2004 al 2008, il valore aggiunto industriale al Sud ha perso il 2,4% contro il + 9,7% dei paesi dell'area euro. E, secondo la Svimez, per uscire dall'impasse occorre promuovere una nuova politica industriale specifica per il Sud, con risorse adeguate: "Uno degli elementi fondamentali – spiega – dovrebbe essere costituito dalla fiscalita' di vantaggio". (adnkronos)















ma di questo berlusconi ed il suo governo leghista se ne sbatte!
x bg
se ti informassi sapresti ke il governo berlusconi è il governo ke ha fatto di più per il sud, ma dovresti leggerti articoli che ti spiegano le leggi fatte.
meglio leggere le intercettazioni su come bertolaso fa sesso…
certo, ha fatto il ponte sullo stretto, ha finito la salerno-reggio c., ha potenziato la rete ferroviaria, ha sviluppato il trasporto sulle rotte marine, ha dato un grande impulso allo sviluppo delle fonti di energia rinnovabili, per non parlare della fabbriche che non ha fatto chiudere in sardegna e in sicilia, ora ci aspettiamo molto anche sul versante del nucleare, sopratutto per il deposito delle scorie radioattive.
il fatto ke tu ti lamenti del governo per non aver fatto cose che non volevate mi fa capire il tuo qi.
informati da solo
vatti a leggere le cose fatte senza farti nascondere le cose da repubblica e rai3
esci dalla tua ignoranza
s’è fatto i fondi FES per i suoi lacchè ed ora abbiamo le strade interne calabresi e la ferrovia Taranto Reggio al tempo delle loro realizzazioni :1868 FFSS e 1930 strade !
sempre soldi volete, vi abbiamo inviato e ricevuto vagoni pieni di soldi cosa ne avete fatto, come li avete utilizzati,molto semplice li avete sprecati. siamo stanchi di sentire la solita tiritera che il sud è povero e va aiutato, ho la sensazione che sia il Nord bisognoso di aiuti.