26 lug. – Sono 700.000 i cani di proprieta' (su
una popolazione totale di circa 10 milioni) che vivono
perennemente alla catena o in piccoli recinti e rinchiusi
perennemente su piccoli balconi costretti a un caldo atroce come
quello di questo periodo.
Sono alcuni dei dati emessi dallo studio effettuato dal
tribunale degli animali di Aidaa (Associazione italiana difesa
animali e ambiente) sulla base delle segnalazioni pervenute (in
un mese oltre 50.000 segnalazioni di possibili reati di
maltrattamento, l'80% relative a cani legati). Dall'analisi dei
dati si desume, secondo Aidaa, che ''almeno 1,5 milioni di cani
vivano alla catena o rinchiusi in piccoli recinti e di questi
poco meno della meta' possano tranquillamente essere considerati
prigionieri di veri e propri 'lager domestici'''.
Il maggior numero di segnalazioni di maltrattamenti arrivano
dalle regioni del sud Italia mentre la presenza dei cani in
balcone e' invece priorita' delle grandi citta' ed in
particolare molte segnalazioni giungono da Milano, Roma, Napoli,
Palermo e Torino.
''Sono davvero ancora tanti che non solo
abbandonano i propri animali – dice Lorenzo Croce, presidente
nazionale di Aidaa – ma che li fanno vivere davvero male
costretti in spazi angusti ed in condizioni igieniche
vergognose. E anche se molto spesso e' difficile intervenire
anche questi sono reati perseguibili penalmente che rientrano
nella categoria dei maltrattamenti''.
Ma gli abbandoni non
riguardano soltanto cani e gatti, purtroppo ogni anno sono
almeno 200.000 gli 'altri animali' abbandonati nella stagione
estiva, una cifra che sfiora il mezzo milione di esemplari se si
conteggia tutto l'anno.
In particolare gli abbandoni riguardano
i pesci di acquario che vengono riversati a migliaia nei fiumi e
nei canali, pratica questa maggiormente diffusa nelle regioni
del nord Italia ed in particolare in Lombardia, Piemonte ed
Emilia Romagna, dove ogni anno vengono inseriti nei fiumi almeno
50.000 esemplari di pesci tropicali, che hanno come effetto
quello di alterare in maniera seria l'ecosistema faunistico
fluviale. Da una stima messa a punto negli scorsi anni sono
invece circa 35.000 le tartarughe d'acqua dolce abbandonate ogni
estate in stagni, laghi o anche semplici fontane.
Il fenomeno
dell'abbandono delle tartarughe d'acqua e' sicuramente da non
sottovalutare
, sia per il numero di esemplari abbandonati ( si
calcola 160.000 tartarughe abbandonate negli ultimi quattro
anni) sia per il fatto che queste testuggini risultano essere
piuttosto aggressive. Ma anche il punto dolente degli abbandoni
delle diverse specie di animali esotici. (Ansa).