04 giu. - Sempre piu' anziani e meno giovani, divario crescente tra Nord e Sud. E' l'Italia fra 20 anni cosi' come e' stata disegnata questa mattina al Censis nel corso di una tavola rotonda organizzata nell'ambito dell'annuale appuntamento di riflessione ''Un mese di sociale'', giunto alla ventiduesima edizione. Presenti, tra gli altri, il Presidente del Censis Giuseppe De Rita e il Direttore Generale Giuseppe Roma, il Presidente dell'Ispi Boris Biancheri, il Presidente del Cnel Antonio Marzano e il Direttore Generale del Comune di Torino Cesare Vaciago. Nel 2030 la popolazione residente in Italia sara' di 62 milioni 129 mila persone, il 3,2% in piu' rispetto al 2010. Mentre gli abitanti delle regioni del Sud diminuiranno (-4,3%), saranno i residenti nel Centro-Nord ad aumentare in modo consistente (+7,1%) soprattutto per effetto dell'immigrazione.
Nel medio periodo crescera' quindi l'Italia piu' ricca (2,8 milioni di persone in piu' nel Centro-Nord nei prossimi vent'anni), mentre il Mezzogiorno, in assenza di interventi significativi, continuera' a perdere attrattivita' (890 mila abitanti in meno). L'emorragia di risorse umane nel Sud e' indicata anche da un tasso migratorio (saldo tra iscrizioni e cancellazioni anagrafiche) negativo (-1,0 per mille abitanti nel 2020) rispetto a quello positivo del Centro-Nord (+5,2). Il trend di impoverimento del capitale umano al Sud comportera' un allargamento del divario rispetto al Nord sia come mercato di consumatori, sia come bacino di lavoratori, intaccando cosi' i principali fattori di generazione della ricchezza.
In base alle previsioni demografiche, i giovani di 18-34 anni diminuiranno, con un forte calo nel prossimo decennio (passeranno dai 12 milioni 26 mila del 2010 ai 10 milioni 836 mila del 2020, segnando un -9,9%), che tendera' ad attenuarsi successivamente, fino ai 10 milioni 791 mila del 2030 (-10,3% nell'intero periodo 2010-2030, cioe' 1 milione 235 mila in meno). I giovani passeranno quindi da una quota del 20% della popolazione complessiva al 17,4% e i bambini di 0-14 anni passeranno dal 14% di oggi al 12,9% fra vent'anni. Contemporaneamente gli over 65 anni aumenteranno dagli attuali 12 milioni 216 mila a 16 milioni 441 mila nel 2030 (+34,6%), rappresentando cosi' il 26,5% della popolazione italiana (il 20,3% nel 2010). E gli over 80 anni aumenteranno di 1 milione 940 mila (+55,2% nel periodo 2010-2030) arrivando a 5 milioni 452 mila, ovvero l'8,8% della popolazione complessiva (il 5,8% nel 2010).
Anche la vita media continuera' ad allungarsi, di quasi due mesi in piu' all'anno per i prossimi vent'anni, fino a 82,2 anni per gli uomini e 87,5 anni per le donne nel 2030 (la speranza di vita era pari rispettivamente a 76,5 anni per gli uomini e 82,3 anni per le donne nel 2000). Al punto che l'eta' media di un italiano sara' passata da 40,9 anni nel 2000 a 47 anni nel 2030. L'eta' media della madre al parto continuera' a innalzarsi: 30,4 anni nel 2000, 31,3 anni nel 2010, 32,1 anni nel 2020, 32,6 anni nel 2030. Al Sud le donne continueranno a mettere al mondo i figli a una eta' leggermente piu' giovane (31,1 anni) rispetto a quelle residenti nelle regioni del Centro-Nord (33,4 anni).















