20 mag. – Farmacie sempre piu' vicine al consumatore non solo per quel che riguarda la salute, ma anche nella scelta del prodotto cosmetico. Lo rivela Fabio Franchina, presidente Unipro (Associazione Italiana delle imprese cosmetiche), spiegando che "le farmacie sono divenute il primo canale nella vendita di prodotti per la cura del corpo, mentre le profumerie subiscono maggiormente l'effetto crisi e confermano una stagione negativa". Se ne e' discusso oggi a Roma, presso Palazzo Marini, alla presentazione del primo Rapporto nazionale dedicato al settore della Cosmetica, promosso da Unipro e realizzato dalla societa' Ermeneia.
I cosmetici venduti nel canale Farmacia rappresentano il 15,7% del totale, una quota in costante crescita che nel 2009 ha sfiorato i 1.431 milioni di euro, con un tasso del 3,2%.
Positivo anche il trend registrato nel canale erboristeria, superiore alla media annuale: con un valore delle vendite di 330 milioni di euro e una crescita del 4,9%, il canale si rafforza ulteriormente, grazie ad opzioni d'acquisto sempre piu' orientate a concetti salutistici e naturalistici.
Cede quote ai due precedenti canali, invece, la profumeria, che conferma una stagione negativa con la contrazione di 3,5 punti percentuali ed un valore del mercato di 2.244 milioni di euro che resta comunque la quota di consumo piu' alta (25% del mercato), dopo quella del mass market.
A sostenere in maniera evidente il consumo di cosmetici in Italia e' ancora una volta la grande distribuzione organizzata, che nel 2009 ha registrato vendite per oltre 4.100 milioni di euro, con una crescita del 2,6%. E' sicuramente la farmacia, concordano gli esperti, il canale che piu' degli altri ha saputo assecondare le nuove opzioni di acquisto, passando dai 1050 milioni di cosmetici venduti nel 2004 agli attuali 1431
"Il consumatore, oggi, esige dal prodotto cosmetico un qualcosa a tutela della sua salute e questo spiega la crescita delle vendite nelle farmacie ed erboristerie", commenta a margine dell'incontro il professor Leonardo Celleno, direttore del Centro Ricerca di Cosmetologia dell'Universita' Cattolica di Roma. "Cresce, quindi, la consapevolezza del consumatore che non giudica piu' il cosmetico soltanto 'un mezzo per l'abbellimento', ma un prodotto che acquista valore sociale, utile per il proprio benessere", afferma il professor Celleno