19 ago. – Banche italiane sempre attente a tutti i possibili fronti di fragilità e vulnerabilità creditizia delle famiglie italiane che tuttavia, nonostante la fase di debolezza del ciclo economico, confermano una positiva capacità di tenuta sul fronte finanziario. Ecco in sintesi la fotografia contenuta nel secondo numero del “Report trimestrale – indicatori di indebitamento, vulnerabilità e patologia finanziaria delle famiglie italianeâ€, realizzato da Abi in collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Il Report di luglio 2010 evidenzia come i finanziamenti per la casa continuino a crescere su tassi abbastanza sostenuti in quanto favoriti, da un lato, dall’effetto di calmieramento dei prezzi degli immobili a seguito della crisi e, dall’altro, dal basso tenore dei tassi d’interesse. A marzo 2010 i prestiti per l’acquisto di abitazioni sono cresciuti di circa l’8 per cento (+4,5 per cento a marzo del 2009).
Accanto a ciò, il livello di indebitamento delle famiglie rimane contenuto, anche rispetto al confronto internazionale, grazie anche al basso profilo dei tassi d’interesse che non hanno comportato maggiori oneri finanziari, tant’è che il rapporto tra rata media sui mutui casa e reddito si è mantenuto sostanzialmente invariato. Infatti, a marzo 2010, secondo i dati disponibili più recenti, il complesso delle rate assorbivano il 4,3 per cento del reddito, incidenza sostanzialmente stabile rispetto all’esperienza dell’ultimo anno ma inferiore di oltre 2,5 punti percentuali rispetto alla metà del 2008. Inoltre l’incidenza delle nuove sofferenze del “creditore famiglia†si contiene complessivamente all’1,3-1,4 per cento del totale erogato.
Tra gli indicatori di vulnerabilità è stato preso in considerazione l’indice di accessibilità all’abitazione il quale, costruito dal Centro Studi dell’Abi sulla base di prassi metodologiche internazionali e stime su dati dell’Agenzia del Territorio, dell’Istat e della Banca d’Italia, permette di misurare l’apporto del credito bancario nonché dei livelli di reddito e dell’andamento del mercato immobiliare alla possibilità di acquisto della casa. Per quest’ultimo indicatore si evidenzia che da circa un anno e mezzo è in atto un progressivo miglioramento, quindi una maggiore possibilità di poter acquistare una casa: l’indice di affordability infatti mostra che a marzo la rata che la famiglia media deve pagare per comprare la propria casa è di poco superiore al 20 per cento del proprio reddito disponibile (21,4 per cento), quindi il bene casa rimane largamente accessibile per la famiglia media grazie soprattutto al basso livello dei tassi.Â















