A chi non e' successo di trovarsi di fronte un bambino in preda a scatti d'ira, pianti isterici e capricci che sembrano non avere fine?
Il punto e' che in queste situazioni non si sa mai come comportarsi.
A rispondere ai dubbi su cosa e' meglio fare e cosa no, ci hanno pensato tre studiosi americani: James A. Green e Pamela G. Whitney dell'Universita' del Connecticut assieme a Michael Potegal, neuropsicologo pediatrico presso l'Universita' del Minnesota.
Lo studio da loro condotto si basa sull'analisi delle componenti sonore legate a questi fenomeni. Gli studiosi hanno esaminato un campione di 1.300 vocalizzi prodotti da bambini di eta' compresa tra i due e i tre anni e sono giunti alla conclusione che le scenate dei bambini sono tutt'altro che casuali.
Riconducibili a dei veri e propri modelli comportamentali sono e meritano di diventare oggetto di studio scientifico.
In definitiva questa ricerca si pone l'obiettivo di fornire degli strumenti a genitori e insegnanti affinche' possano distinguere un capriccio da un eventuale disturbo.
Si e' giunti cosi' a dar vita ad una vera e propria teoria quantitativa del capriccio, la piu' completa di cui l’umanita' disponga. Ma alla fine la domanda rimane la medesima, qual’ e' il comportamento da tenere in questi casi? Bocciato l’interventismo a favore della libertà di espressione, se cosi' la vogliamo la chiamare, ma sempre entro certi limiti.