Appena finite le festivita', puntualissimi arrivano i "misuratori di Natale" a fare il conto della spesa degli italiani e a rilevare il crollo dei consumi di Natale, come ha osservato Luigi Crespi.
Quest'anno per il cenone della vigilia di Natale la cifra si e' aggirata attorno ai 2,3 miliardi di euro. Il dato e' in calo del 18% rispetto al 2010 ed e' il piu' basso dal 2000.
La stima in questo caso e' di Coldiretti che evidenzia come in particolare siano stati spesi 850 milioni di euro per pece, carni e salumi, 490 milioni di euro perspumante, vino e altre bevande, 400 milioni di euro per dolci e articoli di panetteria, tra cui panettoni e pandri, 270 milioni di euro per ortaggi conserve e frutta (fresca e secca) e 190 milioni di euro per formaggi e uova.
Nonostante la crisi, pero', sono aumentati anche gli
sprechi. Circa un quarto delle portate preparate per il pranzo sono
state puttate nella spazzatura, per un valore di mezzo miliardo.
"Un'abitudine, che soprattutto in un momento di difficolta' generale –
fa sapere la Coldiretti – sarebbe bene cambiare, riciclando gli avanzi
con nuove ricette".
Anche il Codacons conferma la flessione. Il budget per i festeggiamenti e' stato mediamente di 48 euro in meno rispetto all'anno precedente. Nelle tavole italiane a dominare e' stato il Made in Italy.















