A un anno dall'entrata in vigore della legge che obbliga i commercianti ad utilizzare le buste biodegradabili sostituendo quelle di plastica, l'istituto di ricerca Ispo ha indagato quanti esercenti realmente seguono la norma.
Secondo il sondaggio condotto dall'istituto di Mannheimer il 97% degli intervistati e' a conoscenza dell'entrata in vigore della legge e 9 su 10 ritengono che questa sia "un passo avanti nel rispetto dell'ambiente".
Ma, pur consapevoli degli obblighi, un commerciante su tre se continua ad utilizzare i sacchetti di plastica non biodegradabili e 3 su 10 usano prodotti non adeguati. Infine solo 1 su 10 realmente impiega bioplastiche certificate e che rispettano la normativa europea.
Ma non tutti sono a conoscenza di queste indicazioni, come spiega Marco Versari, presidente di Assobioplastiche "Le bioplastiche devono sostanzialmente avere gli standard della cellulosa che si dissolve nell'ambiente, in determinate condizioni, in 180 giorni. Non e' un obiettivo impossibile. Lo provano le aziende, da Novamont a Mossi & Ghisolfi, che offrono prodotti certificati e che nei prossimi 5 anni investiranno in Italia 700 milioni di euro per sviluppare la chimica verde".
Ma non tutti sono a conoscenza di queste indicazioni, come spiega Marco Versari, presidente di Assobioplastiche "Le bioplastiche devono sostanzialmente avere gli standard della cellulosa che si dissolve nell'ambiente, in determinate condizioni, in 180 giorni. Non e' un obiettivo impossibile. Lo provano le aziende, da Novamont a Mossi & Ghisolfi, che offrono prodotti certificati e che nei prossimi 5 anni investiranno in Italia 700 milioni di euro per sviluppare la chimica verde".















