I giovani e il lavoro sono al centro dell’ultimo studio realizzato da Demos per il quotidiano La Repubblica. I giovani, protagonisti negli ultimi giorni di una serie infinita di discussioni e riflessioni in seguito alle esternazioni di vari esponenti del governo proprio sulla questione del lavoro, alla vigilia della riforma che sta impegnando in primis il ministro Fornero.

Secondo quanto rileva l’istituto Demos, il 30% dei giovani aspira ad avere un lavoro sicuro: il dato era stato rilevato a maggio 2011 e richiama il dato proposto anche da Renato Mannheimer per Ispo sul Corriere della Sera. Il punto, secondo Diamanti, direttore di Demos, è che il posto fisso di fatto per i giovani non esiste, se è vero che, guardando i dati Istat, oltre il 30% dei giovani italiani è disoccupato e se sta crescendo esponenzialmente il fenomeno del Neet, cioè dei ragazzi che non lavorano e non studiano che sarebbero circa 2 milioni e 200 mila.

I ragazzi piuttosto guardano all’estero: 6 su 10 pensano che per avere un lavoro confacente alle aspettative l’unica soluzione sia andar via dall’Italia, cercare lavoro all’estero: un dato in crescita secondo le rilevazioni Demos negli ultimi anni e che aumenta soprattutto fra i più giovani.

Secondo altri dati Demos, inoltre, per 7 italiani su 10, le cause delle diseguaglianze sociali sono da ricercarsi nella famiglia e nelle amicizie e lo stesso dicasi per gli stessi imprenditori, che continuano a cercare in ambito familiare i loro “successori”. Per i giovani insomma non c’è futuro: ne sono convinte 8 persone su 10, e il 50% dei giovani è allo stesso tempo convinta della necessità di stipulare assicurazioni integrative per non rischiare di rimanere senza pensione.