| Uruguay: popolarità di Vasquez al 57% |
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| 03/08/2007 | |
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Il rafforzamento del governo e la crescita del
consenso rappresentano un chiaro appoggio della società uruguayana, che sta affrontando un delicato dibattito sociale sulla depenalizzazione dell’aborto, al lavoro
svolto in questo periodo dal Governo la cui politica sembra aver
seguito maggiormente la direzione sudamerica
Gli aiuti economici che sono arrivati dai diversi fondi per lo sviluppo del MERCOSUR (Mercato Comune del "Cono del Sud", cioè dell'America Meridionale) sono una dimostrazione di quanto il processo di integrazione possa sostenere la creazione di una solida zona di libero scambio.
La situazione economica e il Mercosur
Situazione politica e sociale Un tema che non ha smesso di coinvolgere l'opinione pubblica da quando è stato lanciato dal dibattito politico del paese, è quello riguardo la depenalizzazione dell'aborto; i vescovi uruguayani circa un mese fa si sono rivolti ufficialmente ai parlamentari del paese per esprimere la loro opinione riguardo l'eventuale approvazione del progetto di legge de Salud Sexual y Reproductiva discussa dal Parlamento. Il Presidente della Conferenza dei vescovi uruguayani, Monsignor Carlos Collazzi, ha evidenziato come i vescovi abbiano deciso di "unire le loro voci a quelle di tanti uruguayani che chiedono ai proprio rappresentanti che le nostre leggi rispettino e tutelino il valore supremo della vita di tutti gli esseri umani" in tutti i momenti della loro vita. In Uruguay l'aborto è stato storicamente penalizzato con l'appoggio dei due partiti tradizionali; con la salita al potere della coalizione delle sinistre - il Frente Amplio - l'attuale legislazione è stata messa in discussione e si aperto un dibattito relativo al progetto di legge sopra citato. Il Presidente, medico di professione, si è espresso attraverso un comunicato stampa esprimendo la sua ferma opposizione alla depenalizzazione dell'aborto nel paese; ciò fa presumere il suo veto in una eventuale legge sul tema. La legge è attualmente in discussione in una commissione del Senato e dovrebbe per la fine di agosto - inizi di settembre essere discussa dal legislativo. Intanto la popolarità di Vasquez continua a crescere: secondo gli ultimi sondaggi sarebbe salita di quattro punti percentuali da marzo a giugno e avrebbe raggiunto il 57% dei consensi in queste settimane. Un ottimo risultato per il governo Vasquez, unito più che mai anche sul fronte regionale. Il Ministro dell'Economia e delle Finanze Danilo Astori ha di recente apertamente criticato la politica scelta del governo venezuelano, accusata di causare non poche difficoltà all'interno del MERCOSUR. Lo scorso 17 luglio, infatti, Astori ha dichiarato durante un viaggio in Argentina che "l'approccio che ricerca sempre il confronto" del governo di Chavez è "preoccupante" per il raggiungimento di accordi commerciali con paesi extra regionali. Il cancelliere Uruguayano Reinaldo Gargano per primo ha dichiarato di non vedere le cose allo "stesso modo" del suo ministro, e che le dichiarazioni di Astori sono state rilasciate a titolo personale e non a nome del governo e che in nessun modo lo rappresentano; dello stesso parere il Vice Presidente Rodolfo Nin Novoa ha assicurato che le "incorporazioni al processo di integrazione sono ad un buon punto", riferendosi al processo di piena incorporazione al MERCOSUR del Venezuela. Intanto i rapporti con l‘altro gigante sudamericano, il Brasile, sembrano essere assai meno compromessi come dimostra la recente visita del Vice ministro degli Affari Esteri Samuel Pinheiro Guimaraes in Uruguay la scorsa settimana; insieme a Gargano infatti i due rappresentanti hanno delineato i contorni della prossima "Riunione de Alto Nivel sobre Cooperacion y Desarrollo Fronterizo Brasil - Uruguay".
Le "papeleras" La controversia argentino-uruguayana riguardo la costruzione di cartiere (papeleras) lungo la valle del fiume Uruguay non è ancora arrivata ad una soluzione; il timore che la concessione data dal governo di Vazquez alle cartiere spagnole e finlandesi possa essere un grave pericolo ambientale per la valle del fiume Uruguay è ancora avvertito in maniera forte da parte argentina (Cfr. Uruguay - Argentina: la crisi delle cartiere).Si stima che a causa del blocco ininterrottamente posto al ponte internazionale General San Martin sul fiume omonimo, sia stato impedito di entrare in Uruguay a più di un milione di persone. Da otto mesi ormai gli ambientalisti della provincia argentina di Entre Rios protestano in questo modo contro la costruzione di una fabbrica di cellulosa; nel frattempo è stato deciso l'inizio dei lavori per la fabbrica della spagnola Ence.Situata nel porto di Conchillas, a 220 chilometri da Montevideo di fronte al Rio de la Plata, con un investimento di circa 1.250 milioni di dollari,la fabbrica entrerà in funzione a partire dal giugno del prossimo anno e produrrà un milione di tonnellate di cellulosa all'anno. Le tensioni non accennano a diminuire, tanto che sia la Ence che la finlandese Botnia hanno richiesto alla polizia uruguayana una speciale protezione per le loro sedi di produzione di legno all'interno del paese dopo un incendio verificatosi in una sede di Ence a Montevideo qualche settimana fa: rispettivamente, Botnia possiede circa 89.000 ettari di terreno forestale mentre Ence circa 40.000. Dal punto di vista legale prosegue presso la Corte Internazionale di Giustizia dell'Aja il processo per l'accusa argentina di violazione del Tratado Bilateral de Administracion del Rio Uruguay; i diplomatici uruguayani sotengono la previa conoscenza da parte del governo argentino dei piani per la costruzione delle papeleras di Botnia sulla riva orientale del fiume Uruguay; il verdetto finale, comunque, non dovrebbe arrivare prima del prossimo anno. Intanto anche un altro ponte (il Concordia-Salto)è stato recentemente bloccato da ambientalisti di Buenos Aires, al fine di rendere critico il flusso creato dalle vacanze invernali in questi giorni; lo stesso vale per gli ambientalisti a Gualeguaychù, localita' argentina di fronte alla uruguayana Fray Bentos dove ormai sta per essere ultimata la sede di Botnia. Il governo Uruguayano, che ha subito forti perdite per la chiusura dei ponti, continua a garantire che le sedi industriali spagnole e finlandesi funzioneranno con il rispetto dei migliori standard per il totale rispetto dell'ambiente; lo stesso ministro dell'ambiente Mariano Arana ha ribadito in una conferenza stampa la settimana scorsa che saranno multate quelle imprese che inizieranno i lavori senza i permessi e le condizioni necessari per il minimo impatto ambientale.
Conclusioni L'Uruguay sta attraversando un momento di crescita economica, caratterizzato da un buon incremento della produzione industriale, che assieme agli sviluppi di altri settori, ha portato ad un progressivo abbassamento del tasso di disoccupazione, anche se il governo deve confrontarsi con un tasso d'inflazione in crescita, difficile da arginare. Sul fronte politico interno, Vasquez sta rafforzando il proprio potere e accrescono i consensi verso il suo operato. Mentre prosegue il processo d'integrazione all'interno del MERCOSUR, pur con le riserve relative alla partecipazione e al ruolo del Venezuela, la controversia diplomatica tra Argentina e Uruguay sembra destinata a protrarsi ancora per molto e difficilmente verrà trovata una soluzione in tempi rapidi. Questo fattore non mancherà di incidere sui rapporti tra i due Paesi e sullo sviluppo economico delle aree di confine, soprattutto nel territorio dell'Uruguay. (Fonte: FondiOnline.it)
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