| Dico: la Chiesa resta in minoranza |
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| 13/02/2007 | |
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La questione dei Dico non riguarda esclusivamente la stabilità del Governo, semmai questa chiave di lettura è la peggiore con la quale affrontare questa questione. Su questa vicenda ci giochiamo il significato e le modalità di appartenenza ad una comunità democratica. Su questa vicenda ci giochiamo il significato e le modalità di appartenenza ad una comunità democratica. Di cosa si tratta. In Italia ci sono circa cinquecentomila coppie di fatto che attendono di avere riconosciuti i propri diritti individuali e i Dico rappresentano una risposta parziale e insufficiente, ma comunque un passo in avanti, ad esempio consentendo di subentrare nel contratto di affitto del proprio convivente, assisterlo durante una malattia, senza riconoscere alla coppia di fatto il ruolo di famiglia alternativa o di serie B. In Italia non ci troviamo certamente con una legislazione come quella spagnola o inglese dove i cittadini decidono di vivere in coppia e possono farlo all'interno di regole religiose o laiche di convivenza civile. Una fazione minoritaria nel nostro Paese, che fa riferimento alla nomenclatura ecclesiastica vaticana, ha deciso di imporre le proprie regole a tutti, anche a coloro che non sono cattolici. Con i Dico nessuno impone nulla a nessuno, se ci si vuole sposare in Chiesa o in Comune o in cima a un monte si può farlo ed ogni volta che si allargano i diritti delle persone non può trattarsi d'altro che di una conquista di civiltà. La battaglia della Chiesa è medievale, oscurantista e anti-storica perché anche senza i Dico le coppie di fatto esistono e continueranno a esistere. D'altronde è dalla morte di Giovanni Paolo II che questa Chiesa ha preso un passo aggressivo, a partire dall'ultimo referendum dove ha cavalcato il disimpegno per marcare una vittoria, fino alla più recente e drammatica vicenda di Welby dove è stato negato ad un eroe del nostro tempo il diritto di ricevere il funerale all'interno di una chiesa. La Chiesa è come incapace di interpretare i tempi e i bisogni delle persone, non si tratta di essere più indulgenti o permissivi, o cedere sui valori, si tratta semplicemente di non continuare su una strada ipocrita, facendo finta che le coppie di fatto non esistano. In Portogallo la maggioranza dei cittadini che è andata a votare si è espressa a favore di una legge che regolamenti l'aborto, perché lì non c'è una legge, come del resto in Polonia e in Grecia. Non credo che chi ha votato a favore dell'aborto in Portogallo, come chi a suo tempo ha votato in Italia sia favorevole, ma in Italia si sono tutelate le donne e si è combattuto contro gli aborti clandestini che la Chiesa fingeva non esistessero, così come in Portogallo si tenterà di combattere un fenomeno che conta ben 22.000 aborti clandestini all'anno. Io rispetto le idee dei cattolici, ma i loro devono rispettare chi non la pensa in modo diverso. Non si capisce per quale motivo il Cardinal Ruini intervenga, interferisca, ammonisca, inibisca quella parte del mondo cattolico che è impegnata in politica, annunciando sul tema Dico disposizioni vincolanti. Questo francamente non è tollerabile ed è una precisa violazione del Concordato tra l'Italia e la Santa Sede che prevede la non ingerenza. Ruini ingerisce e ne avrebbe diritto se coerentemente rinunciasse a tutti i vantaggi che il Concordato da alla Chiesa Cattolica. Non è una questione spirituale, né religiosa ma prettamente politica, in questi ultimi giorni l'Italia ha subito l'ingerenza di due stati stranieri la Croazia e la Città del Vaticano. In entrambi i casi è necessario che il nostro Paese non appaia nella sua capacità di legiferare come un Paese a sovranità limitata. Quando il Parlamento Italiano emana delle leggi, lo fa per tutti: eterosessuali, lesbiche, omosessuali, belli, brutti, sposati, nubili, cattolici, protestanti, buddisti, induisti, atei, questo è il punto e trovo assolutamente straordinario il coraggio di cattolici come la Ministra Rosy Bindi che ha saputo, non senza difficoltà, conciliare l'essere cattolico con la capacità di rappresentare tutti gli italiani. Ma la campagna del Vaticano e dei Ruini boys ha dato i suoi frutti, leggendo il sondaggio di Ekma potrete verificare che si è passati nell'arco di due mesi da 8 cittadini su 10 favorevoli ai Pacs a poco più di 5 su 10. L'aggressività ossessiva e martellante dei porporati non ha dato però i frutti sperati perché questo enorme sforzo relega comunque le posizioni della Chiesa Cattolica a minoranza nel nostro Paese. Ho l'impressione che con il Papa precedente la Chiesa nel nostro Paese avesse maggiore consenso e ascolto, mentre ora si trova sempre di più e sempre più spesso, in una condizione di oggettiva minoranza riuscendo così ad allontanare molti credenti perché sempre meno capace di dare risposte alla sempre più crescente domanda di spiritualità della nostra gente.
Ambrogio Crespi
Dico: il testo integrale della legge
Dati Istat sulle coppie di fatto
Fonte: Ekma
Data: 11-12 Febbraio 2007
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