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Da
un lato i sondaggi che parlano di un interesse piuttosto moderato (per
usare un eufemismo) verso il Partito democratico in gestazione. Dall'altro la stanchezza dei cittadini, segnalata in tanti modi, per
una politica autoreferenziale, molto propensa a parlarsi addosso.
Mettete le due cose insieme e vi spiegherete i dati "freddi", molto
"freddi" che nostra signora dell'Auditel ci ha messo sotto il naso in
occasione della puntata di Porta a Porta messa in piedi da Bruno Vespa,
giovedì sera, per la prima giornata del congresso dei Ds e la vigilia
di quello della Margherita.
Per la circostanza, Vespa aveva trasferito
il suo salotto a Firenze, con l'obiettivo di fare tutta una
trasmissione sulla Quercia e sul socialismo europeo. Ospiti in studio,
il segretario dei Ds Piero Fassino e il presidente dell'Internazionale
socialista Georges Papandreou.
Una puntata che Vespa ricorderà a lungo,
visto che il 10,69% di share registrato è senza dubbio uno dei peggiori
risultati del suo Porta a Porta, molto, molto lontano dalla media degli
ascolti.
Si tratta di dati freddi, forniti da un organismo che non
gode di universale fiducia. E però quel 10,69% a noi pare meritevole di
qualche domanda. Non tanto e non solo sul consenso popolare intorno
all'operazione Partito democratico - ci mancherebbe che la nascita di
un partito venisse valutata sulla base di sondaggi e rilevamenti
dell'audience - quanto anche sulla propensione all'autoreferenzialità
che caratterizza i nostri rappresentanti politici.
Questione alla quale
dovrebbero, ci pare, dedicare qualche pensiero.
dal IL RIFORMISTA (21/aprile'07)
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