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Il 62,5%
di chi vota Rifondazione è favorevole all'aumento dell'età pensionabile, questo è quanto emerge da un sondaggio realizzato dall'Istituto Ferrari Nasi & Grisantelli per Il Giornale.
Secondo la rilevazione, il 62,5% di chi ha votato il Prc ritiene
«giusto» cercare di alzare l'età lavorativa se non si fanno lavori
particolarmente usuranti. Una percentuale che sorprende, viste le resistenze
che l'ala massimalista della coalizione di centrosinistra sta opponendo alla
riforma della previdenza. Ma l'altra «novità» che emerge dal sondaggio è che
gli elettori del centrodestra, soprattutto i sostenitori di Forza Italia, sono
divisi praticamente al 50%.
Il 54,4% dell'intero campione sottoscrive la necessità di allungare l'età
pensionabile, mentre solo il 40,6% si dichiara contrario. L'età giusta per
andare in pensione, secondo gli intervistati, oscilla tra i 60 anni e i 62 anni
per gli uomini, e tra i 57 e i 60 anni per le donne. La contrarietà alla
riforma diminuisce con l'età. Solo il 38,6% dei giovani in età compresa tra i
18 e i 35 anni, infatti, considera favorevolmente questa ipotesi. Una
percentuale che però, secondo il sondaggio, sale al 56,3% nella fascia 36-55
anni e al 65,3% oltre i 56 anni.
Se si guarda alla divisione per aree geografiche, la percentuale più alta di
«no» 47,8% all'aumento dell'età pensionabile è pari al ed è concentrata nel
cosiddetto «Triangolo industriale» (Piemonte, Lombardia e Liguria, nda). I più
favorevoli, invece, «abitano» nel Nordest e sono il 64,5% del campione. È nella
cosiddetta «Zona Rossa» (Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Marche), che il
sondaggio registra la percentuale più alta di indecisi, pari al 7,9%.
I paradossi dei Poli
Se si guarda più nel dettaglio la fotografia che la rilevazione di
FerrariNasi&Grisantelli fa della divisione per coalizioni, si scopre che il
centrodestra è spaccato in due tra chi vorrebbe alzare l'età pensionabile e chi
no. Secondo il sondaggio, infatti, solo il 50,7% degli elettori Cdl considera
«giusto» innalzare l'età. A «pesare» su questo dato, secondo gli esperti della
società di rilevazione, sono proprio i sostenitori di Forza Italia (51,2%
favorevoli e 47,2% contrari), seguiti dalla Lega Nord (54,6% favorevoli e 45,4%
contrari) mentre in An il rapporto è di due elettori favorevoli all'aumento
dell'età su tre (66,3%). Nell'Unione, invece, la percentuale è del 64%,
trascinata dai «sì» alla riforma degli elettori Ds (64,7%), Margherita (65%) e
Rifondazione comunista (62,5%). Se invece il confronto viene esteso a tutta la
sinistra radicale (Verdi, Pdci, Sinistra democratica e movimenti, nda) la
percentuale cala al 52,2%, 10% mentre gli indecisi schizzano al . Segnale che,
come evidenzia la ricerca, la sensazione tra gli elettori di sinistra è che
l'aumento dell'età pensionabile sia un capitolo non più rinviabile.
Sinistra divisa
«Lo scollamento della base con la politica portata avanti dalla dirigenza della
sinistra radicale è macroscopico», sottolinea Arnaldo Ferrari Nasi, docente
dell'Università di Genova e curatore dello studio. «Ogni intervistato proietta
questa domanda sulla propria esperienza. È evidente che gli elettori
dell'Unione - aggiunge - più legati alla pubblica amministrazione, sono
coscienti che l'aumento dell'età pensionabile non può più essere rimandato e
sono pronti a lavorare qualche anno in più. Gli elettori del centrodestra,
invece, sono persone che hanno iniziato a lavorare presto e in proprio e non
ritengono sia giusto andare oltre». Ma il dato che va sottolineato, conclude
Ferrari Nasi, è che «chi è contrario ad aumentare l'età pensionabile ha
comunque individuato a 60 anni il limite di età massimo. Esattamente quello che
già prevede il cosiddetto "scalone Maroni" a partire dal 2008». (Fonte: Il Giornale)
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