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Gli oggetti non identificati che abbiamo avvistato nel cielo della politica italiana sono molti. Noi ne abbiamo identificati tre e non si tratta di marziani ma di Mussi, de La Destra di Storace e Buontempo e della riunificazione atomica dei socialisti con Enrico Boselli, Bobo Craxi e Giuseppe Calderola.
Premessa
Sono quasi tre lustri che viviamo in un modo o nell'altro la dicotomia Berlusconi/Prodi.
Un'alternanza perfetta che ha visto avvicendarsi al governo e
all'opposizione prima uno e poi l'altro. La percezione, ripeto solo la
percezione diffusa nell'opinione
pubblica, con sensibilità e in misura differente, è che al cambio dei
Governi non vi sia un sostanziale cambio delle politiche, per meglio
dire Berlusconi e Prodi sono intercambiabili, dicono cose diverse, ma
alla fine producono risultati simili ed è come se un sistema come il
bi-polarismo si fosse ridotto al bi-personalismo.
Inoltre sono in atto operazioni come quella del Partito Democratico
che unificando due partiti ottengono il risultato opposto rispetto alla
domanda degli elettori, quello appunto dell'unità, poichè
all'unificazione di Margherita e DS deriverà di fatto una scissione. Il
tema degno di approfondimento è quindi il prezzo della vittoria: i
partiti e le organizzazioni politiche per vincere si metto insieme come
somma di se stessi e questa operazione algebrica quasi mai sostenuta da
un dibattito reale, piega al risultato finale, la vittoria, i valori e
le identità, con il risultato di una disaffezione generale. A questo
possiamo aggiungere tutte le mediazioni e perversioni della politiche
che rientrano in un quadro patologico che non è oggetto della nostra
riflessione.
L'ansia della perdita della propria identità è chiusa nel perimetro che circoscrive la volontà e
la stessa capacità dei partiti di rappresentare gli interessi della
propria parte e come contropartita non troviamo esaltati gli interessi
della collettività. Insomma c'è qualcosa che non va, il sistema è
inadeguato e non riesce a rinnovare se stesso e nel tentativo di
conservarsi si consuma ogni giorno di più. Ecco che allora diventano
legittime le aspirazioni di chi cerca la differenza, anche se a questa
paga il prezzo dell'unità e le risposte che ha dato l'opinione pubblica
a questo sondaggio che misura il potenziale elettorale di tre
differenti ipotesi politiche che rispondono a oggettive esigenze
identitarie e di valori, non campate per aria.
Storace-Bontempo
Ecco perchè i risultati di Storace e Buontempo non mi hanno sorpreso, lo spostamento al centro di Fini lascia uno spazio aperto alla sua destra che non può essere coperto nè dalla Mussolini, nè da Rauti.
Mussi
Più
complessa e lacerante la vicenda del "Correntone" e di quel 15% di
iscritti ai DS che si sono espressi in modo contrario al Partito
Democratico, curioso visto che ormai tre le tornate elettorali nelle
quali in un modo o nell'altro DS e Margherita vanno insieme sotto il
marchio dell'Ulivo. Ma l'Ulivo era una casa elettorale comune che univa
mantendo distinte le due organizzazioni politiche e quindi riusciva a
contenere le differenze che esistono nei due partiti. A sinistra dei DS
c'è un particolare affollamento, Rifondazione, Comunisti Italiani,
Verdi, ma lo spazio elettorale si sta restringendo o comunque non ha
avuto sensibili allargamenti nell'ultima fase politica e gli stessi DS
benchè siano il primo partito della coalizione, alle ultime politche
hanno sfiorato appena il 18%, come del resto Rifondazione e Comunisti
Italiani fanno fatica ad interpretare il ruolo istituzionale e di
Governo mantendo il profilo movimentista e di lotta. Infatti a parte
Pecoraro Scanio, quell'area è in sofferenza e lo è l'area più
ideologica, tradizionalista, per la contraddizione e la mancanza di
modelli a cui ispirarsi e la difficoltà di inventarne di nuovi.
Allora
probabilmente prima di procedere ad una unificazione con i cattolici
sociali, quello che occorrerebbe è un rinnovato dibattito sulla
sinistra nel nostro Paese, non sul centrosinistra, ma sulla sinistra.
Due partiti comunisti, un partito ecologista, un grande partito di
ispirazione socialdemocratica e ora il probabile arrivo di Mussi che
punta tutto sull'identità, ma ancora una volta su quella della
nostalgia e del passato.
B.Craxi -Boselli-Calderola
Sui socialisti abbiamo detto molto da molto tempo. Il fallimento della Rosa nel Pugno è sotto gli occhi di tutti, come maldestra e miope è apparsa la strategia di De Michelis che ormai per abitudine chiude le sue cose a schiaffoni. Ma i Socialisti italiani sono una comunità di reduci, che hanno fatto tanti errori ma hanno subito anche troppi torti.
In Italia non c'è un partito socialista ma abbiamo due partiti comunisti, in europa i socialisti giocano un ruolo ovunque da protagonisti, ci vorrà tempo che anche da noi questo possa accadere, ma accadrà inesorabilmente, nonostante la volontà dissolutoria dei dirigenti socialisti italiani, quello di rimettersi tutti nella stessa casa è solo un'inizio.
Luigi Crespi
Sondaggio Ekma per Clandestinoweb.com - Campione nazionale di 1.000 casi rappresentativo della popolazione maggiorenne.
Realizzato il 2 e 3 aprile 2007.
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