| VOTO '08: L'ANALISI DEI FLUSSI ELETTORALI DI RENATO MANNHEIMER |
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| 16/04/2008 | |
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16 Apr. - Sul Corriere della Sera Renato Mannheimer, fa un 'analisi dei flussi elettorali e del fenomeno della Lega con i suoi sostenitori "trasversali" parlando di due tendenze: la polarizzazione e la radicalizzazione.
1) La polarizzazione, vale a dire la concentrazione del voto in un numero esiguo di partiti, ciò che porterò alla costituzione di pochi gruppi parlamentari e, auspicabilmente, ad un miglior funzionamento di Camera e Senato. Il fenomeno è stato determinato sia dalle iniziative di Veltroni e di Berlusconi in termini di offerta politica, sia dalla consistente limitazione determinata dalle soglie di accesso al Parlamento previste dalla legge, sia, soprattutto, dalle scelte degli elettori. La vittima maggiore di questa tendenza è stata la Sinistra radicale. Le prime stime sui flussi di voto suggeriscono infatti che solo una minoranza degli elettori al 2006 per i partiti della Sinistra Arcobaleno abbia riconfermato oggi la propria fiducia alla formazione di Bertinotti. Gran parte dei restanti ha volito dare un voto "utile" o "punire" la Sinistra estrema per avere in qualche misura ostacolato l'azione del passato governo Prodi. Quella del "no" a molte questioni e decisioni è stata, evidentemente, una politica che gli elettori non hanno apprezzato. Un'altra quota significativa di ex votanti per le componenti della Sinistra radicale ha voluto manifestare invece il proprio disagio rifugiandosi nell'astensione. Ma c'è anche chi ha scelto una diversa radicalità, optando per la Lega e, soprattutto, per Di Pietro. Chi ha guadagnato maggiormente della disfatta della Sinistra Arcobaleno è stato il Pd. Che ha tuttavia ceduto una parte consistente dei propri voti del 2006 all'Udc. Quest'ultima ha dunque visto al suo interno un ricambio notevole, tanto che il suo elettorato attuale parrebbe composto solo per due terzi dai suoi votanti "storici" del 2006. 2) La radicalizzazione. Si tratta di un aspetto forse un po' trascurato nei primi commenti, ma connotante fortemente i risultati, tanto da essere, secondo alcuni, addirittura prevalente. Non è un caso, infatti, che i successi più eclatanti in entrambi gli schieramenti siano legati all'affermazione di forze, appunto, più radicali, come l'IdV e la Lega. L'exploit di quest'ultima mostra come si sia andato estendendo anche nel nostro Paese un segmento di elettorato slegato dalla tradizionale contrapposizione sinistra/destra. La Lega è infatti da questo punto di vista "trasversale", tanto che la maggioranza dei suoi elettori tende a definirsi, talvolta sbrigativamente, di "centro". Lo è anche nella composizione sociale, che vede accomunati, in nome degli interessi territoriali, percepiti come prevalenti, gli strati più diversi: operai, imprenditori, casalinghe, disoccupati. Insomma, il sistema politico italiano è cambiato di colpo, quasi rivoluzionandosi. Si è semplificato, ha visto accentiarsi le componenti radicali e, specialmente, vede l'affermarsi di una forza territoriale che è giunta a costituire, sulla base dei consensi ricevuti, il terzo partito del Paese. (R. Mannheimer) scritto da francy, aprile 17, 2008 Liliana, tu vivi in Sardegna o sulla luna? Soru è stato devastante in tutte le sue scelte,ha alimentato l'odio di classe presentandosi come un novello robin hood,pur essendo lui ricchissimo, pur avendo casa sugli scogli,mausoleo a fianco della basilica di Bonaria impone agli altri i vincoli paesaggistici,predica "Sardegna fatti bella" e accetta a braccia aperte la monnezza campana.Rivendica autonomia sarda e importa assessori dall'emilia romagna ,paga gli studi all'estero ai nostri ragazzi e chiama come progettisti architetti francesi e iraniani, ingegneri milanesi e comunque continentali.Bel modo di far crescere la Sardegna e i nostri giovani. mi dici che ha finanziato asili aziendali,peccato che quelle stesse aziende stiano chiudendo i battenti.Nuoro è una roccaforte della sinistra? stranamente a Ottana si è registrata l'affluenza più bassa, ti dice niente? scritto da extramuros, aprile 17, 2008 Complimenti a Ulysse. Mi pare che il quadro da lui dipinto sia terso. Unico appunto, dal mio punto di vista riguarda questa legge elettorale. È vero che in questa occasione garantisce semplificazione e governabilità. È anche vero che per riuscire a dipingere un quadro chiaro, c'è voluta una maggioranza vincente molto sensibile. Mentre nel 2006, in una condizione di prossimità assai maggiore degli schieramenti, ha creato una situazione di grave ingovernabilità. Una legge elettorale valida deve poter risolvere anche queste situazioni. O favorendo la nascita di un governo tecnico di transizione destinato a risolvere gli affari correnti (pensate al Belgio) in attesa di tornare alle urne, o permettendo la nascita di maggioranze trasversali. Il legislatore, nel nostro caso, ha previsto una legge elettorale squilibrata, non condivisa, pensata per la contingenza del momento. Il porcellum resta il porcellum, e i suoi difetti sono evidenti. Se c'è una maggioranza forte non lo si deve alla legge elettorale ma (ahimé, dal mio punto di vista) al voto degli elettori. scritto da mario colombo, aprile 17, 2008 Aldilà di ogni commento degli esperti, compresi quelli da grande strapazzo che anche quì sbandieravano che Veltroni era ad una incollatura, se non addirittura in sorpasso di Berrlusconi che giustamente faceva notare, come i seri Sondaggi esteri, stava vincendo alla grande (sic!), ( e non leggo richieste di scuse per cui dimostrano di essere poco seri ) io mi limito umilmente alla mia esperienza personale. Primo: ho letto migliaia di mail sui blog cattolici che invitavano a non voate P.D. per la presenza dei Radicali di Pannella. E così è avvenuto anche nella mia Parrocchia. i "Margherita"-P.p.i. hanno votato U.D.C., financo P.D.L. E questo giustifica ampiamente il fatto che il P.D., nonostante aver cannibalizzato la S.A. Arcobaleno, non ha sfondato al centro. Quindi grande errore di Veltroni aver imbarcato i Radicali! Secondo: conosco operai della G.G.I.L. che hanno votato Lega. Motivo chiaro: l'errore di Epifani e CO. il frenare ogni sciopero e giusta protesta, in casi di palese ingiustizia, per non creare problemi all' "amico" Governo Prodi. Per cui quando il Sindacato non ha gli attributi maschili, ben gli sta se prende le così dette legnate in testa. scritto da Ulysse, aprile 17, 2008 segue commento In ultima analisi anche se in forma traumatica l'elettorato ha difatto sancito l'inizio dell Terza Repubblica ovvero la terza fase di un processo iniziato nel 1994 dopo tangentopoli e la scomparsa di alcuni grossi partiti di riferimento andandosi a ricollocare nella nuova proposta politica del momento con la nascita di nuovi soggetti (Forza italia e Alleana za Nazionale piuttosto che PDS, cha ha avuto una fase centrale di riassestamento tra il 2001 ed il 2008 con i governi di alternanza di coalizione frammentata, per approdare ad un nuovo corso politico che si evince dal dato elettorale di pochi punti di riferimento, di contenitori idealmente più omogenei,in grado di essere più facilemente monitorati rispetto a promesse e programmi, ma sopratutto messi nelle condizioni di non trovare troppi alibi alla governabilità del paese. Da tutto questo auguriamoci di aver dimostrato di essere lungimiranti, ma sopratutto di aver trovato un percorso democratico che ci faccia uscire dal difficile momento economico determinato anche da uno stallo politico che aveva ingessato e sicuramente condizionato gli investimenti. Spero condividiate questa breve analisi da cittadino attento all'evoluzione di questo momento che considero un passggio molto importante se non definibile storico. perchè saranno le fasi successive a decretarlo. scritto da Ulysse, aprile 17, 2008 L'analisi commentata di Mannheimer sul voto politico del 13 Aprile è aderente a quello che accaduto nel segreto dell'urna. Di fatto il centro destra intesom come PDL non ha allargato uteriormente il proprio consenso o per lo meno le fluttuazione nel suo elettorato sono avvenute dalla componente AN in parte spostatasi sulla Destra che ha ottenuto un risultato al di sotto delle previsioni premiando la scelta centrista di Fini. Lo scostamento è nell'ordine dell'1-1,5% e drenaggio da UDC . A sinistra il PD ha creato un mezzo cataclisma: non è riuscito ad allargare il consenso al centro (forse qualche elettore centrista "border line" lo ha raccolto, mentre sicuramente ha drenato buona parte dell'elettorata Verde e massimalista ca. un 3% interessato giustamente a dare maggiore governabilità al paese spendendo il proprio voto maggiormente verso un concetto premiante per la governabilità che avrebbe potuto essere garantita da una vittoria anche di misura del PD oppure a rendere meno gravosa la sconfitta, anzichè puntare sul concetto del "voto di parte", inoltre ha raccolto parte del voto radicale. Ad illudere questo elettorato sono stati 2 elementi messi in campo da Veltroni: a) la rimonta del "si può fare" sbandierando sondaggi del quasi pareggio b) puntare sugli indecisi insinuando il dubbio della possibile vittoria pur sapendo che un distacco continuava a sussistere, ma che avrebbe potuto essere parzialmente annullato pescando in un consistente serbatoio dichiarato nei sondaggi di ca.15-20%. In realtà i sondaggi hanno dimostrato alcuni limiti proprio nella soglia degli indecisi laddove la difesa sta nel fatto che a mio parere più che decidere nell'urna ultima ora è probabile che già fosse maturato in quell'elettorato un convincimento e sopratutto deciso di andare cmq a votare (vedi il recupero percentuale rispetto al calo registrato il 1° giorno). Ne consegue che il forte calo della SA ed ortodossa, è dettato da 3 elementi : 1) parziale astensionismo del proprio elettorato rispetto al 2006, 2) proposta politica forzata dall'alleanza arcobaleno e spaccatura nel massimalismo ideologico che di fatto si è evidenziato in 3 proposte di sinistra ( PD riformista - SA - Sin antagonista Turigliatto /Ferrando presentati anch'essi separati. 3) drenaggio da parte del PD sopratutto in funzione del voto utile particolarmente sentito al Senato con una soglia di sbarramento dell' 8% raggiungibile solo attraverso una desistenza organizzata dall'elettorato o politicamente ragionata a tavolino ( cosa peraltro pensata ma non realizzata ) e cmq riducibile ad un più umano 4% nel caso di coalizione. In ultimo il fattore L (Lega). E' ritornata al boom della sua virulenta entrata nell'agone parlamntare quando portò un consistente numero di rappresentanti andando a cogliere un'esigenza di alcuni strati della popolazione e sopratutto di un territorio cui i partiti tradizionali non riuscivano a rappresentare. Quello che però è la novità di questa tornata non è solo l'entità, ma l'ampliamento della territorialità oltremodo in aree dichiaratamente rosse il che significa che si sta lentamente radicalizzando un concetto federale alternativo al centralismo nazionale in grado di meglio rispondere ai bisogni territoriali in forma autarchica ed egosistica, piuttosto che ecumenica e bilanciata di nazione. L'altro elemento che emerge e vada sottolineato è stato il funzionamento della legge elettorale. Ovvero ha dimostrato come ogni legge sia funzionale al quadro politico che viene proposto anche in chiave aggregativa e sopratutto come l'elettorato si rapporti alla proposta. Quindi siamo stati noi elettori a dimostrare che nessuna legge è perfetta, certamente perfettibile, ma allo stesso tempo che se applicata dia i risultati voluti dall'estensore e legislatore che ricercava una semplificazione del quadro politico voluto dai tempi e dall'allineamento dell'Italia a lle principali democrazie europee sencndo un sano principio dell'alternanza o della riconferma, ma sopratutto della governabilità attraverso una solida maggioranza ed incontestabile sotto il profilo numerico del risultato. scritto da liliana, aprile 16, 2008 in sardegna non ha vinto il pd perchè gli eletti non hanno tirato e nessun nuorese è stato nominato per essere eletto e nuoro è una roccaforte per il centro sinistra.non per soru che ha fatto un piano sanotario dopo 23 anni, ha finanziato strade e aeroporti,ha finanziato master agli studenti anche fuori sardegna, ha stanziato finanziamenti per asili nido aziendali, ha fatto un piano territoriale che giustamente salvaguarda il mare e le coste. ha messo una tassa sull'ingresso di aerei e barche di lusso, che sono quasi tutte di società ed usate però per le ferie. basta guardare il sito trasparente della regione e vedere gli atti di governo. e lasciare in pace cinghiali e tordi . scritto da extramuros, aprile 16, 2008 Hermes, stai fresco se pensi che l'elettorato di sinistra cerchi di scaldarsi il cuore in uno strapuntino in chiesa... La classe dirigente della sinistra ha delle colpe e grosse. In Italia esiste ed esisterà sempre una componente importante, animata da spirito critico e radicalmente progressista. A tutti quelli che credono che in Italia, come in tutto il mondo ci sia bisogno di sinistra, consiglio di tirare il fiato e non farsi cadere le braccia. Altrimenti salterà fuori sempre qualche buontempone baciapile a sparar sentenze. C'è da ricostruire una sinistra-sinistra che recuperi la tradizione libertaria dei movimenti e si stacchi dalle prospettive del socialismo reale. Che non pianga più sulla falcemmartello e che sia disposta a metterla da parte, senza per questo rinunciare alla propria storia. Che sappia dialogare con la parte moderata dei progressisti e che sappia, e sarà forse la parte più difficile da realizzare, evitare il frazionamento. È una malattia cronica che la sinistra ha da cent'anni. Ora bisognerebbe smetterla. scritto da hermes, aprile 16, 2008 La super sconfitta non è tanto colpa della classe dirigente della 'sinistra'. Il problema di fondo, che Mannheimer nemmeno ha sfiorato, è che l'ideologia a cui si ispira è ormai da tanti anni del tutto superata e sconfitta. Dalla storia, dalla realtà, dall' evidenza. I dirigenti lo avevano capito benissimo da tempo. Infatti la campagna elettorale di Bertinotti è stata la più 'soft' tra tutte quelle che abbiamo visto. Della serie "ragazzi abbiamo sbagliato tutto. Da sempre. Abbiate pazienza, votate per che credete meglio" Questi partiti si richiamano a ideali che ormai stanno abbandonando anche a Cuba e in Vietnam. Avrebbero potuto sopravvivere un altro po', restando a fare opposizione pura. Sono stati trascinati al governo nell' 1996 e sono dovuti uscire subito, per non morire già allora. Sono stati incolpati (2001-2006) per 5 anni del tradimento. Sono stati ancora trascinati al governo e quindi ancora incolpati ...... Non possono stare più da nessuna parte, l'unico posto è la pattumiera. Non se ne faccia un dramma chi li ha votati. Stia allegro. Si faccia una nuova opinione, con calma e senza pregiudizi. Non è una faccenda tanto importante. Più importante è la famiglia, il lavoro, la fede (per chi la vuole cercare) scritto da sal, aprile 16, 2008 sono con veltroni...ma sono contento per il risultato elettorale per la vittoria di bossi.......togliete 4 punti a bossi e datele a veltroni come finisce?.... se bossi mantiniene le promesse fatte spiegatemi come riuscirà a governare con fini e lombardo....dove in sicilia gli impiegati alla regione sono 18000......le misure impolari di berlusconi.sono licenziamenti...... scritto da francy, aprile 16, 2008 allora, siete tutti lì a chiedervi da dove arrivino i voti della lega,ma avete visto che esistono altre regioni in cui il pd e la sinistra arcobaleno hanno perso pur essendo governate dalla sinistra?Io abito in Sardegna dove grazie al Governatore Soru non ci resta che piangere.In nome di un ambientalismo malato non si può costruire più, nè vicino nè lontano dal mare.Stop alle pale eoliche perchè sono esteticamente non di loro gradimento.Tasse sul turismo grandi barche e aerei.Le città sono invase da piccioni e storni che non si possono abbattere sebbene deturpino facciate marciapiedi e siano portatori di malattie. I cinghiali sono alla periferia dei paesi e devastano i campi,non si possono cacciare. I cormorani imperversano negli stagni facendo razzia di pesci, non si possono abbattere.Poi mandiamo via le basi americane a la Maddalena, mandando sul lastrico intere famiglie, perchè inquinano. E volevate vincere le elezioni? scritto da piaggio, aprile 16, 2008 Caro Claudio, dici bene : dialogo. e quindi quando (come è capitato a me) vai a fare campagna elettorale in periferia e ti senti dire, da gente che magari ha rivotato per te ma è comunque arrabbiatissima, che non fa più vita, che ubriachi gli pisciano e cacano tutte le notti davanti alla porta di casa, che chi aveva comprato casa ha visto dimezzare il valore da quando in tutto il casamento è rimasto l'unico italiano...che gli rispondi ? io gli recitavo il mantra progressista "l'immigrazione è anche una risorsa..." ma non mi sembrava di essere convincente...nè di avere risposte immediate al suo disagio. scusate se mi ci fisso su questo tema, ma io credo che abbiano vinto parecchio anche su questo, e che la sinistra, riformista o antagonista che sia, farebbe bene a rifletterci bene. se la lezione che se ne trae, da questo essere minoranza, è che bisogna essere ancora più minoritari e intransigenti, vuol dire che si ha un atteggiamento religioso, teso alla "salvezza dell'anima" e non un atteggiamento politico, teso alla creazione di un consenso maggioritario sulle proprie idee, magari temperate con quelle di altri. ora ci sarà un governo saldo che, temo, trasformerà l'italia a sua immagine, attaccando sindacato, cooperazione, scuola e sanità pubbliche. non sarà difficile credo, apprezzare la differenza con il governo "centrista" di prodi, al quale era tanto "imbarazzante" partecipare. chi vive il "tanto peggio tanto meglio", sarà contento, potrebbe anche convincersi che si avvicina una prospettiva "rivoluzionaria", hai visto mai ? scusa se divento sarcastico, devo ancora elaborare il lutto. scritto da marco de sio, aprile 16, 2008 la sx radicale ha una classe non dirigente, ma delirante. ma voi avete presente i discorsi di bertinotti, giordano, vendola? bisogna costruire percorsi...a partire da soggettività forti...dimensioni di critica radicale alla globalizzazione...!!! io gente che parla (e pensa) così non li prenderei manco come amministratori di condominio. una classe dirigente dovrebbe anche - appunto - "dirigere" la formazione dell'opinione pubblica, non rincorrere la piazza. a sx (anche in una parte - per fortuna residuale - del pd) manca ancora il senso comune delle cose...il pci ci mise 12 anni per condannare i carrarmati a budapest, ma fu prontissimo a scagliarsi contro la tv a colori. ci sarebbe da ridere, ma purtroppo, per affetto, mi viene quasi da piangere... scritto da Claudio M, aprile 16, 2008 Caro Piaggio ti stai sbagliando. La prima cosa che è stata chiesta sono state le dimissioni di tutti i dirigenti. Poi, secondo me, dovremmo ripartire da assemblee tra la gente per cercare di ricostruire il dialogo e riempire quel fossato che si è creato. Io penso che abbiamo ragione noi e per farmi cambiare idea non basta il voto di una maggioranza, qualunque essa sia, ma occorre la dimostrazione, anche solo verbale, che io ho torto. Claudio scritto da Michele M, aprile 16, 2008 In relazione a quanto dice Olmo. Sono un militante di sx e la mia percezione, dopo aver ascoltato centinaia di elettori di sx in questa campagna elettorale, è che sono stati presenti entrambi gli atteggiamenti: alcuni ci rimproveravano l'eccesso di rissosità e forieri di instabilità nel governo prodi, altri, come dici tu, l'eccesso di lealtà. I primi hanno votato PD o IDV, gli altri si sono astenuti, hanno votato lega o altre formazioni (esistono anche sfumature diverse in questi casi) i secondi. Il problema che consegno (non sono in grado di risolverlo), è che le due domande che ci provengono dall'elettorato sono a mio parere inconciliabili. Che fare? scritto da mauro C, aprile 16, 2008 tralasciando tutte le argomentazioni vittimistiche esposte dai dirigenti della sinistra arcobaleno, molte delle quali comunque non prive di fondamento, la colpa principale della clamorosa sconfitta della sinistra sta nella assoluta mancanza di valore dei suoi esponenti (tranne pochi personaggi sparsi)! Infatti da questa prima analisi dei flussi elettorali sembra di capire che gran parte dei voti della sinistra sia rimasta all'interno degli schieramanti del centrosinistra (PD e IDV)o nell'astensione. Il popolo della sinistra c'è, ha però bisogno di una classe dirigente degna di questo nome, che sappia veramente raccogliere l'ammirazione dei cittadini. Azzardo infine un'ultima previsione sul futuro della sinistra: visto che molti elettori della Margherita questa volta hanno traslato il loro voto nell'UDC, finalmente libero da Berlusconi, questa corsa al centro del PD lascerà orfani molti elettori (e dirigenti), soprattutto a causa di differenze ideologiche ancora aperte, che dovranno essere raccolti da una formazione politica seria e intelligente, non "di lotta" ma "di governo". mauro scritto da PIAGGIO, aprile 16, 2008 mi trovo in totale disaccordo con chi è intervenuto prima di me : ho sentito le reazioni della sinistra arcobaleno sulla disfatta (perche questo è) ed erano tutte di rancore anti veltroniano, stizza contro il popolo bue, darsi la colpa l'un l'altro , rimettere in discussione scelte organizzative ma mai, MAI,interrogarsi se qualche cosa del proprio bagaglio identitario ed ideologico vada messo in discussione. la tesi è : noi abbiamo ragione, semmai siamo colpevoli di non farlo capire. E invece qualcosa, ad esempio sul tema dell'immigrazione, andrebbe rivisto, altrimenti le periferie operaie delle città del nord resteranno off-limits e alla sinistra radicale andrà il ruolo residuale e patetico, dell'ultra sinistra francese, iper-ideologica e staccatissima dal popolo. non si tratta certo di fare le ronde padane, ma di cominciare ad ammettere che l'immigrazione rappresenta un problema, non solo per chi emigra ma anche per chi ospita. E che l'appartenenza al sud del mondo non crea ipso facto un credito nei confronti del mondo industrializzato che consente di non rispettare le regole di convivenza. non mi sembrano concetti reazionari, e credo che la maggior parte degli immigrati li condivida, ma forse mi sbaglio. ma è solo un tema tra mille. la sinistra tornerà forse in parlamento, un dì, ma non credo che la propria sorte parlamentare dovrebbe ora occupare le sue riflessioni. io penso che l'oggetto della propria riflessione, da decenni rimandato, dovrebbe essere : le categorie con le quali interpretiamo il mondo, sono attuali o è il caso di cambiare qualcosa ? scritto da olmo, aprile 16, 2008 Sono sconcertato dall'affermazione secondo cui, la sinistra arcobaleno sarebbe stata sconfitta perchè parte dei sui elettori hanno deciso di "punirla" "per avere in qualche misura ostacolato l'azione del passato governo Prodi". Da più parti si sta ormai accreditando la falsa idea che Rifondazione & C. abbia ostacolato il governo (in alcuni casi si sostiene addirittura che sia stata l'attore principale della caduta del governo). Ma dove? Ma quando? Ma chi? Ma se hanno votato tutto! Dal protocollo del welfare al rifinanziamento della guerra in Afganistan. Anzi, quando qualcuno (leggi Turigliatto) si è permesso di votare contro, è stato espulso dal partito. Puniti per aver ostacolato il governo Prodi? Io penso che la lettura di Mannheimer si assolutamente falsa -e ideologica! Caso mai è successo esattamente il contrario: molti elettori dei partiti della sinistra arcobaleno non hanno riconfermato il voto proprio perchè Rifondazione (& C.) è stata assolutamente incapace di fronteggiare la deriva centrista espressa da quella coalizione! scritto da Claudio M, aprile 16, 2008 Come giustamente ha detto Crozza: Veltroni è riuscito a fare, in pochi mesi, quello che la P2 e la CIA non sono riusciti a fare in oltre mezzo secolo. La sinistra paga il prezzo di una fiducia mal riposta nel PD: pensare che lasciando "libero" il proprio elettorato alla camera in funzione di un presunto voto disgiunto, mai effettivamente concordato, ma che avrebbe realmente potuto contrastare la destra, ha determinato questa paradossale situazione. Paradossale perché la sinistra ha sicuramente un elettorato superiore al 4% e forse anche all'8%, ed ora questo elettorato non è più rappresentato in Parlamento. In merito al partito o partiti del NO va chiarito che c'è anche un popolo del NO e semmai l'errore è stato quello di non spiegare insistentemente il perché dei NO; molta gente vuole la politica del fare basando la loro esigenza solo sulla fiducia in questo o quel politico, ma se conoscessero a fondo molti degli argomenti del fare capirebbero che quella fiducia molto spesso è mal riposta e controproducente per gli interessi comuni. Claudio |
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