SPAGNA: SI PROFILA LA PEGGIORE CRISI ECONOMICA DAGLI ANNI '50
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20 gen. - Dopo oltre un decennio di euforia economica
sono ora tempi duri per la Spagna del premier socialista Jose'
Luis Zapatero, scivolata in un anno da uno status invidiabile di
prima della classe europea, impegnata nel 'sorpasso' di Italia e
Francia, a quello di fanalino di coda.
Le previsioni economiche intermedie rese pubbliche oggi da
Bruxelles appesantiscono ulteriormente il nuovo quadro per i
prossimi anni, gia' a tinte fosche, delineato giovedi' scorso
dal ministro dell'Economia di Madrid Pedro Solbes, compagno di
partito e predecessore dell'attuale commissario Ue Joaquim
Almunia.
Rivedendo drasticamente verso il basso le proprie
precedenti stime, Solbes aveva previsto giovedi' un calo della
crescita del 1,6% quest'anno, ma un ritorno in positivo nel 2010
con il +1,2%.
Bruxelles scommette invece su tempi piu' lunghi,
un -2% nel 2009, e anche il 2010 in negativo, con -0,2%. Sono
dati ad anni luce dalla crescita sopra il 3% che Madrid ha
conosciuto nell'ultimo decennio, trainata dal boom del mercato
del mattone (+3,7% ancora nel 2007).
Oggi anche Standard & Poor's ha preso atto della nuova
situazione declassando da 'AAA' (il voto piu' alto) a 'AA+' il
rating a lungo termine sul debito pubblico spagnolo.
''Le
condizioni economiche e finanziarie attuali hanno messo in luce
la debolezza strutturale dell' economia spagnola'', ha spiegato
l'agenzia di rating. Per il breve periodo il rating rimane
invece a 'A-1+'. Una mossa, quella di S&P, che Solbes ha tenuto
a relativizzare: ''stiamo parlando di passare da 'ottimo' a
'distinto''', ha affermato.
Ma le previsioni per la Spagna di
Bruxelles confermano che per Madrid si e' aperto un periodo
molto difficile, come previsto la settimana scorsa dalla stessa
vicepremier socialista Maria Teresa De la Vega.
Il dato probabilmente piu' drammatico e' quello della
disoccupazione, che secondo l'Ue dovrebbe salire al 16,1% nel
2009 e toccare un picco record del 18,7% nel 2010, il doppio
della media Ue. Questo dopo che nel 2008 il numero dei
disoccupati nel paese e' gia' cresciuto di un milione, da due a
tre, a causa in particolare dell'esplosione della 'bolla
immobiliare' e del crollo del settore del mattone. Un sondaggio
pubblicato la settimana scorsa ha indicato che quella della
disoccupazione e' oggi in assoluto la prima preoccupazione per
il 75% della popolazione spagnola.
Non buone anche le previsioni sul rapporto deficit-Pil, ma in
un contesto generalmente non molto piu' roseo in tutta l'Unione.
Secondo Bruxelles il limite del 3% di Maastricht e' gia' stato
sforato da Madrid nel 2008 (con il 3,4%), ma nel 2009 dovrebbe
toccare un picco del 6,2%, restando alto anche nel 2010, al
5,7%. Per la Spagna, rileva la stampa di Madrid, e' la peggiore
recessione da mezzo secolo, dalla fine degli anni '50, nel primo
decennio della dittatura del caudillo Francisco Franco.
(Ansa).
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