Sondaggi politici, elettorali, sondaggi d'opinione. Il sondaggio politico elettorale che fa opinione

Clandestinoweb
Ultimo aggiornamento: 07.09.2008 ore 19:32
lies, damned lies and statistics Stampa E-mail
12/06/2007
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Bugie, dannate bugie e la statistica – è una frase attribuita allo statista britannico, Benjamin Disraeli. Con questa frase lo statista voleva esprimere il suo disappunto per il fatto che le statistiche vengono interpretate a piacere e usate per giustificare molte inesattezze. I sondaggi americani sembrano dare ragione a Disraeli.

Nella corsa alle primarie democratiche, i sondaggi americani ci dicono che ci sono tre principali contendenti, Hillary Clinton, Barack Obama e John Edwards, con un quarto "non-candidato" Al Gore, che non ha ancora dichiarato le sue intenzioni riguardo alla sua candidatura. In tutte le principali indagini sulle intenzioni dei votanti democratici, Hillary Clinton continua a raccogliere il maggiore consenso.

 

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E il distacco di Hillary dai suoi avversari dura nel tempo, con picchi che raggiungono persino 20-25 punti percentuali. Sorprende, pertanto, che questa settimana, USA Today e Gallup abbiano pubblicato i risultati di un sondaggio dove Barack Obama raggiunge Hillary Clinton e la supera sebbene solo per un punto percentuale.

 

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Secondo l’indagine, la supremazia dell’ex first lady pian piano si sta sbriciolando e Barack Obama sembra destinato a diventare, non un candidato da tenere a bada, ma un concorrente da battere. Com’è possibile che il sondaggio racconti una tale situazione quando tutte le altre indagini danno Hillary vincente ancora con distacchi importanti - 14 punti (CNN), 12 punti (Washington Post) e 8 punti (Rasmussen Reports)?

Tra i candidati democratici, Hillary Clinton è sicuramente la più conosciuta. In termini di raccolta fondi è anche la più capace. In termini di appoggio politico istituzionale è sicuramente la più seguita. Sembra impossibile, pertanto, che Hillary possa essere in una posizione di pericolo. Però non è la prima volta che Hillary Clinton è stata superata da Barack Obama.

 

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Già a metà aprile, la stessa Rasmussen (che oggi dà la Clinton in vantaggio) ha visto Obama superare la Clinton.

Un singhiozzo momentaneo o segno di un male più profondo? Come commenta l’analista politico della CNN, Dr. Frank Newport:

“So we don’t know exactly what to make out of the change in the current poll. The relative stability of the structure of the Democratic race certainly suggests that this latest bump up by Obama could be temporary, as was the last such change in April.”

Perciò non sappiamo esattamente come interpretare il cambiamento in questo sondaggio. La relativa stabilità della struttura della gara democratica suggerisce che il recente salto da parte di Obama potrebbe essere temporaneo, come è stato in Aprile.”

Però, guardando i dati, la ‘relativa stabilità’ descritta da Newport potrebbe essere invece interpretata come un lento e leggero cambiamento. E’ vero che Clinton è in prima posizione, almeno come interpretazione generale, com’è anche vero che Barack Obama è il numero due nella gara, mentre Gore e Edwards rimangono in una interessante terza posizione. Ma bisogna guardare cosa ci dicono i dati nel lungo termine, su un periodo di sei o sette mesi.

Se guardiamo la tendenza dei dati vediamo un’altra storia che non promette bene per la Clinton. I dati rielaborati e trasformati in linee di tendenza, confermano la supremazia della Clinton, ma è una costante che viene oscurata da un'altra costante, riportata in tutti e quattro sondaggi.

 

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La linea di tendenza di Obama è l’unica che cresce in continuazione in tutti i sondaggi e si avvicina sempre di più a quella di Hillary Clinton, persino nel sondaggio della Rasmussen che dà sia Barack sia Hillary in crescita. Sebbene lenta la crescita di Barack Obama nei sondaggi, la sua è una crescita costante.

Forse questa volta, la statistica non nasconde una dannata bugia, ma una verità molto scomoda per l’ex first lady.

Michael Gray

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