16 Marzo 2010 02:05

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10 ANNI FA MORIVA FABRIZIO DE ANDRÈ: IL RICORDO, LE INIZIATIVE, LE CANZONI

11 gen. - Tra le 22,40 e le 22,50 di stasera, trecento radio sparse su tutto il territorio nazionale trasmetteranno, in contemporanea con lo speciale di "Che Tempo che fa" con tanti grandi artisti italiani, la canzone di Fabrizio De Andrè "Amore che vieni amore che vai".
fabrizio_deandre280x200.jpgSarà il momento culminante delle tante manifestazioni di aperto amore che radio, tv e giornali stanno tributando al poeta-cantautore a dieci anni dalla sua morte.
Sì, perché il vuoto lasciato dalla sua scomparsa sembra essere più grande e incolmabile oggi che non dieci anni fa: nel corso di quest’ultimo decennio, infatti, grazie soprattutto alle canzoni che continuano a riecheggiare ovunque, si è discretamente (com’era suo stile) insidiato non solo nei suoi fedeli ammiratori (cosa alquanto scontata) ma in generale nell’animo degli italiani un sentimento di incompiuto e di sospensione dovuto appunto all’assenza di Faber, come è ormai comunemente chiamato dai suoi estimatori.
Ben vengano allora le molteplici iniziative atte a ricordarlo anche se testimonianze eccezionali e quotidiane sulla sua persona accompagnano realtà e individui in maniera tutt’altro che occasionale e celebrativa. Ci si riferisce al sito del Comune di Genova viadelcampo.com; alla fondazione a lui intitolata, che presenta la propria organizzazione e attività nonché testi, biografia e discografia dell'artista; e al sito che offre articoli, bibliografia, file audio, video e Midi, accordi, forum di discussione, e link, l'istituzione del premio "Parlare musica".
Forse perché i suoi album uscivano soltanto quando aveva qualcosa da raccontare ai suoi "assistiti", probabilmente perche' era stato sempre lontano dalle luci delle televisioni e dal chiacchiericcio delle interviste. Oggi De Andrè, "luce, luce lontana" come recita un verso di "Ho visto Nina volare", appare solo un po’ più distante del solito. Merito anche di Dori Ghezzi e della Fondazione che in questi anni non si sono mai risparmiate nel proporre una raccolta di dischi, qualche inedito, una mostra meravigliosa, un documentario.
Per Guccini è stato un importantissimo capostipite, uno che ha avuto il coraggio e la possibilità di aprire strade diverse alla canzone italiana. Addirittura avevano pensato di fare, se non una tournèe, un concerto assieme e riporta un breve aneddoto: "Per vari motivi non se ne fece nulla. Lui disse: 'Mi piacerebbe molto ma tu parli tanto e io non dico mai niente, non vorrei fare una brutta figura".
Per molti cantautori, De Andrè è una figura di riferimento, un esempio da non dimenticare. Max Manfredi, definito dallo stesso Faber il più bravo dei cantautori italiani, ricorda: "Per me è stato un imprinting. E quando si è trattato di conoscerlo davvero, nonostante tutta la mia timidezza mi è sembrato di incontrare un vecchio amico". Poi ci ha lasciato e lasciandoci è diventato il cantautore per antonomasia, il primo e l’unico (se non l'ultimo). Lo è diventato per una specie di plebiscito popolare. Lo è diventato spudoratamente, lui che non poteva far più nulla, come faceva da vivo, per impedirlo...".
E Gianmaria Testa, l’ex ferroviere che ha trovato il successo in Italia solo dopo aver "sfondato" in Francia confessa: "Mi manca la sua assoluta dignità in ogni situazione. Questi sono tempi di poco, pochissimo decoro. Il suo insegnamento è stato che si può fare tutto, essere personaggi pubblici, mantendendo un grande contegno. Adesso De Andrè sta vivendo un suo paradiso nella memoria della gente e credo sia ampiamente meritato: e' un destino felice, un destino che non spetta a moltissime persone".
Ma De Andrè, era o no un poeta? Per Fernanda Pivano, il sì è assoluto, come spiegò durante una premiazione al club Tenco. De Andrè ci andava cauto, citava Benedetto Croce per ricordare che dopo i 20 anni scrivono poesie solo i poeti e i cretini. E dunque, precauzionalmente, preferiva definirsi un cantautore.
Luigi Maieron, il raffinato cantautore friulano che nei suoi dischi e concerti alterna canzoni cantate in italiano e nella sua lingua madre, sottolinea la forza dei versi di Faber. "La sua parola serviva alla vita e non solo alla carta. Per lui l'arte esulava dal divismo. Che grande lezione portiamo con noi. Credo, anzi sono convinto che se De Andrè ci fosse ancora farebbe dischi improntati alla sottrazione. Poche note e parole asciutte, essenziali. Con “Anime salve” ha chiuso in modo alto; una sorta di opera d'addio che ha toccato alte vette e ha raccontato tutto ciò che aveva acquisito, imparato, percepito: esperienze di anni, suoni di una vita".
Ritorna il tema della "dignità". Bonaveri, forse l'erede di Guccini, spiega: "Rimpiango la sua intelligenza indipendente che oggi è merce rara. Ben vengano le celebrazioni di Faber, se contribuiranno a farlo conoscere meglio a chi e' molto giovane e che magari sarà così entusiasta della vita da innamorarsene".
La PFM ricorda che di aver "ricevuto da lui la consapevolezza dell’importanza del testo. Da quel momento in poi abbiamo cominciato a raccontare le nostre storie in modo diverso. De André, invece, prese da noi coscienza della sua potenzialità di musicista. Da quel momento in avanti per lui la musica diventò importante quanto la poesia. Esplorare la musica divenne altrettanto intrigante che esplorare le parole, di cui era sicuramente un maestro".
Vale la pena ricordare l'omaggio che la cultura provenzale renderà oggi al cantautore scomparso. A Sancto Lucio de Coumboscuro, in provincia di Cuneo, verrà celebrata una Messa cantata in provenzale in onore di De Andrè che ha dato dignità a tutte le minoranze e che proprio a Coumboscuro ha vissuto un'intensa esperienza artistica e umana. Faber ha cantato infatti il brano 'Mis Amour', nel disco 'A toun soulei' dei Troubaires de Coumboscuro (oggi Marlevar).
Già stamattina ad Arezzo ha avuto luogo la cerimonia di inaugurazione di un piccolo parco dedicato a Fabrizio De Andrè. Ora, in occasione del decimo anniversario della sua morte, questo piccolo angolo verde, porta il nome del celebre artista.
A Piazza Armerina alle 20.30 ci sarà uno spettacolo di musica: un tributo al grande cantautore genovese, alla sua musica e alla sua poesia: ''Faremo un happening per ricordare l'artista con allegria - ha spiegato il sindaco della città Carmelo Nigrelli. Ho chiesto ai musicisti che operano in città di regalare due o tre pezzi di Fabrizio, inoltre proietteremo video e si leggeranno i testi delle più belle canzoni di De Andrè''.
Ma sono le canzoni, le loro storie e i loro personaggi che più di ogni altro ricordo ce lo mantengono vivo: da Via della povertà all'indimenticata e indimenticabile Bocca di rosa; e poi: La guerra di Piero, Il testamento di Tito, La ballata dell'amore cieco, la tanto rivisitata Canzone dell'amore perduto, Il pescatoreDon Raffaè, La città vecchia, Dolcenera...
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