SISTEMA GIUDIZIARIO: ITALIA AL 156° POSTO PER EFFICIENZA
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01 feb. - Tra i dati che rimarca nella sua
relazione inugurale dell'anno giudiziario, il presidente della
Corte d'appello di Milano, Giuseppe Grechi, c'e' quello sulla
giustizia civile che, stando alle statistiche, si colloca in
coda alle classifiche di efficienza europee.
"Il dato piu'
impressionante - e' scritto nel documento d'apertura dell'anno
- e' l'entita' del contenzioso civile: per limitarci al primo
grado di giudizio, abbiamo un 'debito pubblico' di cause civili
pendenti che e' quasi il doppio della Germania, piu' del triplo
della Francia, piu' del quadruplo della Spagna".
Inoltre, in
relazione al numero di nuovi contenziosi civili per abitante
"siamo al terzo posto assoluto in Europa (dopo i Paesi Bassi e
la Russia, che pero' li esauriscono pressoche' tutti nel giro
di un anno).
Siamo invece in coda quanto a capacita' di
smaltimento degli affari civili (seguiti solo da Andorra e
Georgia); e, quanto alla durata, siamo sestultimi (precedendo
solo Bosnia-Erzegovina, Cipro, Andorra, Croazia e Slovenia)".
Sempre in un'ottica europea, Grechi sottolinea che, mentre nel
resto del Continente, negli ultimi 5 anni, "vi e' stato in
quasi tutti i Paesi un aumento degli investimenti per il
funzionamento della giustizia, l'Italia non partecipa pero' di
questa tendenza, e soprattutto destina molto poco
all'innovazione del sistema". In particolare, "siamo
classificati al penultimo livello per informatizzazione degli
uffici giudiziari e per diffusione della comunicazione
telematica".
La classifica, compilata «confrontando l'efficienza del sistema giudiziario nel consentire a una parte lesa di recuperare un pagamento scaduto», dice che gli Usa stanno al 6˚ posto, la Germania al 9˚, la Francia al 10˚, il Giappone al 21˚ e i Paesi dell'Ocse, fatta la media dei bravissimi e dei mediocri sono al 33˚ posto. La Spagna, che tra i Paesi europei sta messa male, è 54˚. Noi addirittura 156˚. Su 181 Paesi. Un disastro. Tanto più che quell'elenco non rappresenta solo un'umiliazione morale. La Banca Mondiale la redige infatti per fornire parametri di valutazione agli operatori internazionali che vogliono investire in questo o quel Paese.
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