Sondaggi politici, elettorali, sondaggi d'opinione. Il sondaggio politico elettorale che fa opinione

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Ultimo aggiornamento: 23.11.2008 ore 11:33
Eures Stampa E-mail
12/07/2007
Eures ha stilato il terzo rapporto Monitor Italia 2007 sugli orientamenti e i valori della pubblica opinione. La ricerca, realizzata su un campione di oltre 1.000 persone ha toccato diversi aspetti, di cui pubblichiamo alcuni risultati.

 

Riforme

Tra le riforme realizzate in Italia negli ultimi anni, un particolare apprezzamento è espresso dagli intervistati sul divieto di fumare nei locali pubblici (Legge "Sirchia"), che ancora oggi raccoglie l'82,2% dei consensi, condivisi dall'intero campione, a fronte del 12,9% di critici e del 4,9% senza una precisa opinione in merito; ancora più "plebiscitaria" l'approvazione tra le donne (83,4%), tra i laureati (88,6%) e nel campione del Centro e del Sud (rispettivamente con il 94% e con l'84,7% delle adesioni), con un apprezzamento bipartisan, che vede addirittura i consensi tra gli elettori di Centro-Sinistra (82,2%), superare quelli espressi dagli elettori del Centro-Destra (80,3%).

L'introduzione della Patente a punti, legata al nome del Ministro Lunardi, raccoglie il favore di quasi otto italiani su dieci (77,1%), a fronte di una minoritaria quota di critici (13,8%) e del 9,1% di "indecisi"; anche in questo caso l'apprezzamento riscontrato supera il 70% dei consensi in tutte le articolazioni del campione, con i valori più alti tra i laureati (80,4%), tra le donne (79%), nel Nord e nel Centro (rispettivamente con il 78% ed il 78,2% delle adesioni, a fronte del 75,3% al Sud); tra i giovani (under30) si registra il più contenuto apprezzamento che, tuttavia, risulta condiviso da ben il 72,9% degli intervistati; analogamente positiva, infine, la risposta del campione di Centro-Destra e di Centro-Sinistra che, ancora una volta, presentano valori sovrapponibili (rispettivamente 76,2% e 76,1%).

Il "Pacchetto Bersani", registra un positivo riscontro nell'opinione pubblica, ricevendo l'approvazione di quasi 6 cittadini su 10 (58,2% i favorevoli a fronte del 26,5% di contrari e del 15,2% senza un prevalente orientamento di merito). Leggermente più numerosi i consensi nella componente maschile (con il 59,2% dei favorevoli contro il 57,3% tra le donne) e in quella giovanile del campione (con il 61,2% delle adesioni nella fascia 15-29 anni). Ancora più positivo il riscontro tra i laureati (67,7% a fronte del 55,9% tra i diplomati e del 47% tra quanti dispongono di un titolo di studio inferiore); è infine il popolo di Centro-Sinistra ad appoggiare maggiormente il "pacchetto Bersani" (69,8%) che, tuttavia, riceve la maggioranza delle adesioni anche tra gli intervistati di Centro (56%), tra quelli che non si riconoscono in alcuno schieramento politico (55,2%) e tra quelli di Centro-Destra (44,8% a fronte del 41,8% dei contrari).

 

Dico

Si scopre che i Dico non piacevano neanche alla maggior parte degli italiani: il 44,3% s'è dichiarato contrario alla proposta di legge sui diritti dei conviventi. Favorevoli fermi al 40,7%. Più bilanciato l'orientamento delle donne (41,4% favorevoli, 42,6% contrarie), mentre maggiori resistenze si raccolgono nella componente maschile (46,1% dei contrari a fronte del 39,8% dei favorevoli). Sono queste le cifre contenute nel "Monitor Italia 2007", il Terzo Rapporto su Orientamenti e valori della pubblica opinione redatto da Eures. Solo i giovani hanno mostrato una maggiore apertura nei confronti della legge sui diritti dei conviventi con il 48,8% delle opinioni favorevoli nella fascia 15-29 anni e il 45,9% in quella 30-44 anni prevalenti su quelle di segno opposto (rispettivamente 33,5% e 39,7%). Discriminante l'appartenenza politica: il 62,6% degli elettori del Centrosinistra guarda favorevolmente alla proposta, mentre nel Centrodestra è d'accordo solo il 18,3% dei cittadini.

 

Divorzio breve

Il divorzio breve alle coppie senza figli raccoglie, nel nostro Paese, un'adesione del 63,5%. I contrari sono appena il 22,6% mentre il 13,9% non ha una precisa posizione in merito. Uomini e donne dimostrano entrambi un consenso molto ampio, rispettivamente 62,8% e 64,4%. Il picco del consenso viene raggiunto dai giovani under 30, culturalmente più sensibili alla possibilità del fallimento del matrimonio, 69,5% a fronte del 50,9% tra gli over 59). Il divorzio breve è particolarmente sostenuto dagli elettori del centrosinistra (71%), ma prevale anche nel campione di centrodestra (52,8%) e di Centro (53,8%).

 

Italianità

L'italianità, ovvero mantenere la proprietà delle grandi aziende considerate di rilevanza strategica nelle mani di imprenditori italiani, è un patrimonio condiviso. Tutelare l'"italianità" è una posizione complessivamente condivisa dal 64,5% degli intervistati (a fronte del 20,4% "contrari" e del 15,1% "nè favorevoli nè contrari"), prevalendo sia tra gli elettori di Centro-Destra (69,9% delle adesioni) sia tra quelli di Centro-Sinistra (61,3%), così come nell'elettorato che non si riconosce in alcuno schieramento (69,6%) e tra gli elettori di Centro (54,8%). Osservando il titolo di studio si rileva una più elevata difesa della "italianità" delle imprese strategiche nel campione con una scolarità non superiore all'obbligo (65,9%) e tra i diplomati (67,6%), scendendo leggermente tra i laureati (60,5%) più aperti e fiduciosi nel mercato.

 

Testamento biologico

Introdurre e rendere vincolante per legge il testamento biologico raccoglie il 64,5% dei consensi; i contrari rappresentano una forte minoranza (22,9%) mentre il 12,6% del campione non esprime una precisa posizione. Favorevoli a rendere vincolante per i medici la volontà del paziente sono il 65,5% delle donne ed il 63,5% degli uomini; la diffusione di un orientamento favorevole tende inoltre ad aumentare nelle fasce più giovani, con il 69,9% dei consensi nella fascia 15-29 anni, il 64,9% in quella 30-44 anni, il 65,4% nella fascia 45-59 anni ed il 59,2% tra gli over59 anni. La più alta adesione alla proposta sul testamento biologico si raccoglie tra i laureati (69%, rispetto al 61,7% tra i diplomati ed il 62,9% nel campione con una scolarità inferiore). Favorevole al testamento biologico la maggioranza degli elettori del Centro-Sinistra (71,2%, a fronte del 17,9% di contrari) e del campione senza appartenenze politiche (66,7%), ma anche del "popolo di Centro-Destra" (56,6%, a fronte del 31,8% di contrari) e di quello di Centro (55,9%, a fronte del 27,5% di contrari). Rivendicano il diritto e la "paternità" del proprio destino soprattutto i non credenti (82,1%) e i "credenti non praticanti" (71,8%), ma la proposta raccoglie la maggioranza anche tra i "credenti e praticanti" (50,9%).

 

Gli italiani e la politica

La proposta di una soglia anagrafica massima di 65 anni per l'eleggibilità dei parlamentari, trova consenso nel 54,7% degli intervistati, a fronte del 29,7% che esprime disaccordo e del 15,6% che non esprime una posizione di merito. Più numerosi i consensi tra gli uomini (56,5% a fronte del 52,9% tra le donne) e soprattutto tra gli under 30 (61% nella fascia 15-29 anni), mentre tra gli ultracinquantanovenni i contrari (42,9%) superano i favorevoli (42,5%). Contro la ‘gerontocrazia' si schierano la maggioranza degli italiani del centro (67,5%), moltissimi al sud (54%) e meno, il 47,6% al Nord (rispetto al 39,8% dei contrari).


Il 49,3% degli intervistati si dichiara favorevole a chiedere le dimissioni dei parlamentari scoperti in comportamenti immorali (a fronte del 32,7% di opinione contraria e del 18% senza una precisa posizione); sovrapponibile è l'orientamento di uomini e donne (favorevoli alle dimissioni il 49% dei primi e il 49,5% delle seconde), mentre i giovani appaiono i meno convinti (con il 42,4% di indicazioni favorevoli ed il 38,1% contrarie). Più favorevoli gli intervistati del Centro (57%) e del Sud (53,4%), mentre al Nord i contrari (43,6%) risultano prevalenti sui favorevoli (41,5%). In base alla autocollocazione politica, i più "severi" sono gli intervistati che non si riconoscono in alcuno schieramento (con il 56,4% di favorevoli alle dimissioni), seguiti da quelli di Centro-Destra (48,6% a fronte del 34,4% di contrari), da quelli di Centro (48% a fronte del 36% di contrari) e da quelli di Centro-Sinistra (43,3% a fronte del 37,6% di contrari).

 

Ancora più ampia è la maggioranza degli intervistati che si dichiara favorevole alla proposta di sottoporre tutti i parlamentari a test antidroga: oltre 7 su 10 (74,3%) infatti, pretendono una loro coerenza rispetto alla direzione proibizionista della normativa vigente; soltanto il 14,3% si dice contrario e l'11,4% non esprime una precisa posizione. L'indicazione complessivamente emersa trova ampia conferma in tutte le componenti del campione, con valori sempre superiori al 70% delle adesioni, che raggiungono l'80,9% nel campione di Centro-Destra (rispetto al 77,1% tra gli "elettori" di Centro e il 66% tra quelli Centro-Sinistra), il 76% tra gli uomini (a fronte del 72,6% tra le donne), il 75% nella fascia 15-29 anni e il 77,6% in quello della fascia 45-59.

 

Desideri

Non vorrebbero vedere le pubblicità erotiche in televisione neanche durante le ore notturne (55,3%), punirebbero penalmente i clienti delle prostitute (77,3%) e vieterebbero per legge la professione di "Mago" (73,6%). Ad essere pronti a tanti divieti sono soprattutto gli anziani e i meno scolarizzati, più colpiti o comunque disturbati da questi fenomeni, così come avviene per i "credenti praticanti" e per l'elettorato di centro-destra. Gli italiani non vorrebbero neanche essere continuamente "informati" attraverso le intercettazioni telefoniche dei politici o di altri personaggi pubblici (indicazione condivisa dal 49,7% del campione, a fronte del 33,2%di opposta opinione) di cui farebbero decisamente a meno.

 

 

 

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