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Ultimo aggiornamento: 23.11.2008 ore 12:36
Oltre 18 mila i bimbi adottati all'estero Stampa E-mail
01/08/2007
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Sono tanti, 18.280 arrivati a piccoli gruppi dal 16 novembre 2000 al 30 giugno 2006, un piccolo esercito colorato e multietnico di italiani venuti da lontano.

 

La Commissione per le adozioni internazionali presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha elaborato un rapporto che fotografa l'andamento delle adozioni internazionali in Italia dalla fine del 2000 a oggi.

E' l'istantanea di un vero e proprio boom di ingressi. Il numero di bambini stranieri che hanno trovato una famiglia italiana nei primi sei mesi del 2007 tocca la punta più alta mai registrata nei vari semestri dal Duemila a oggi: 1.676 adozioni, di cui 329 solo a maggio. Se l'andamento resta confermato, questo sarà l'anno del record.

Le ragioni vanno dallo snellimento delle pratiche - ma in media occorrono sempre un paio di anni per completare l'iter adottivo - al fatto, più politico, che si è andato via via allargando il club dei paesi che hanno sottoscritto la Convenzione dell'Aja, il patto di solidarietà tra i governi che accettano condizioni comuni nell'interesse dei bambini orfani o abbandonati. Sono 72 i paesi di origine dei bambini adottati, nel 2004 erano solo 58 e negli ultimi sei mesi si sono aggiunti Togo e Ciad. Ucraina (17,3%) e Russia (16,9) guidano la classifica delle provenienze, ma sono in netto aumento gli arrivi da Africa e Asia "paesi - si legge nella Relazione - dove la presenza di minori in stato di abbandono è purtroppo ancora molto diffusa per via di guerre e povertà e dove la Commissione per le adozioni internazionali si è attivata proprio per favorire le adozioni".

Proseguendo nella classifica dei paesi di origine, terza è la Colombia (9,2%); seguono il Brasile (7,4%), la Polonia (6%), l'Etiopia (5,3%), la Bulgaria e la Bielorussia (4,7%) e l'India (4,6%). Solo dalla Cambogia, che fino al 2001 teneva chiuso ogni tipo di canale, sono arrivati 69 bambini in questi primi sei mesi del 2007. Dal Vietnam nel 2001 arrivarono appena 31 bambini: sono 143 nel primo semestre di quest'anno. I bambini più piccoli vengono proprio dall'Asia, il 25% ha meno di un anno e il 52% ne ha tra uno e quattro. I più grandi, all'incirca undici anni, arrivano dalla Bielorussia. Arrivano più maschi che femmine: il 57,3% dei primi contro il 42,7% delle seconde.

Fin qui i nuovi arrivati. Altrettanto curiosa è la fotografia che la Commissione realizza all'Italia che adotta: sono 24 coppie ogni centomila. La metà dei minori autorizzati all'ingresso in Italia va a vivere al nord. Guida la classifica della regioni la Lombardia (3.774 adozioni), seguono Veneto (1.945), Lazio (1.577), Toscana (1.537) ed Emilia Romagna (1.478). Fanalini di cosa Basilicata e Valle d'Aosta. Se adotta di più il nord - tanto da alzare di parecchio la percentuale dei piccoli residenti - va detto che tutta l'Italia partecipa al fenomeno delle adozioni. Si tratta di coppie che per lo più non hanno figli (il 90,2%) e l'81,7% accoglie un solo bambino. Una curiosità: si ripete nelle statistiche sulle adozioni la stessa percentuale della natalità nelle famiglie italiane, 1,2%. La maggior delle coppie ha tra i 35 e i 39 anni. Sotto i trenta anni c'è solo lo 0,7 % dei mariti e un più consistente 2,7% delle mogli. Sopra i 45 anni si lanciano nell'avventura dell'adozione il 22, 4% dei mariti e il 13,5% delle mogli.

Il Rapporto della Commissione non si lancia in analisi e suggerimenti su cosa sarebbe opportuno fare per migliorare le pratiche di adozione, posto che una media di 2-3 anni resta un tempo lunghissimo. Certo, 18 mila bambini non sono più un fenomeno ma una realtà consolidata. E forse qualche ritocco alle leggi attuali, ancora prima di provvedere ai diritti delle coppie di fatto, dovrebbe essere all'ordine del giorno del Parlamento. (Fonte: Repubblica.it)

 

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