| Osservatorio politico - Tableau de bord -gennaio 2007 |
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| 12/01/2007 | |
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Italia:osservatorio politico
Tableau de bord di Gennaio con le intenzioni di voto, la fiducia nel Premier, nel Governo, nei Ministri e nell'opposizione
Ho atteso con particolare curiosità i dati del “Tableau de Bord” di gennaio perché volevo verificare se i segnali che da più parti giungono ovvero di una sostanziale ripresa di consenso della maggioranza, fossero reali e soprattutto di che dimensioni. Dobbiamo evidenziare che la crisi di consenso del Governo Prodi e della sua maggioranza è stata rapida, repentina e violenta, la linea del trend è andata giù come un aereo in stallo, quindi è evidente che prima di ipotizzare qualsiasi segnale di ripresa, per un fatto prettamente attinente la fisica, bisogna che si fermi la caduta. Il “Tableau de bord” non dà consolidati segnali di ripresa del Governo di Centrosinistra, ma in modo univoco ci fornisce una certezza: la parabola discendente del consenso ha toccato nei mesi di dicembre/gennaio il punto più basso e ha dato i primi segnali di rimbalzo tecnico. Ma analizziamo i dati uno per uno: Le cariche istituzionali C’è una sostanziale stagnazione, il discorso di fine anno di Napolitano non sfonda, non gli produce vantaggio e consenso ma perlomeno passa da un 49% ad un 50%, mantenendo negativo il suo saldo rispetto ai giorni della sua elezione. Per quanto riguarda Marini e Bertinotti rispettivamente Presidente del Senato e Presidente della Camera, siamo di fronte ad una stagnazione ad un trend piatto, e sembrano essersi salvati dai marosi della finanziaria. Prodi e il Governo
Prodi prende la scoppola più pesante in termini di consenso, dal giorno del suo insediamento, perde 9 punti in un mese. E’ un prezzo salato, pesante, è un prezzo che così come accaduto in altre occasioni storiche fa focalizzare su di lui i conflitti, le negatività e le contraddizioni della sua coalizione e nel modo in cui è stata gestita la presentazione e la rappresentazione di questa finanziaria. Ma il dato interessante per Prodi è che se da una parte paga sul piano personale, incassa sul piano politico, perché è la prima volta da luglio che mette un pallino sulla fiducia del Governo un segno +, più 3%. E se riconsideriamo che questi 3 punti coincidono con il periodo peggiore di conflitto del suo Governo, il risultato è positivo. Un’altra osservazione: in modo inusuale in questo momento il giudizio degli italiani coincide per quanto riguarda Premier e Governo. Anche tra i Ministri succede qualcosa qua e là…., dopo mesi di segni solo negativi riscontriamo che qualche Ministro comincia a riprendere fiato: Amato, la Melandri, Di Pietro, ecc ecc, mentre D’Alema e Rutelli benché segnino qualche punto di flessione, si mantengono al di sopra del consenso sia del Governo sia del Premier
L’opposizione
Non vi è dubbio che l’opposizione fa bene all’ex Premier Silvio Berlusconi, infatti per ritrovarlo in testa, come in questi giorni alla classifica dei politici che esprimono più fiducia in Italia, dobbiamo risalire all’epoca prima del suo secondo governo Il suo alleato/competitor Pierferdinando Casini pare tenere botta con il 28%, ma le vacanze di Natale hanno fatto bene a Gianfranco Fini che recupera 4 punti percentuali passando dal 30% al 34% di gennaio I partiti
Anche nel caso dei partiti riscontriamo una sostanziale stagnazione dei risultati rispetto a dicembre. Complessivamente la Casa delle Libertà ha un risultato che si pone intorno al 53%, 4 punti sopra il risultato ottenuto alle ultime politiche sempre se consideriamo l’UDC ancora una formazione politica a tutti gli effetti aderente alla CDL. Per quanto riguarda il Centrosinistra l’Ulivo si mantiene sui risultati di dicembre recuperando qualcosa, i Verdi continuano la lenta crescita, recuperano qualcosa i Comunisti Italiani e i Popolari di Mastella. Fin qui i dati. La considerazione generale è che siamo ancora troppo vicini alla finanziaria ed ancora forse sotto gli effetti delle feste Natalizie, per poter avere una previsione una “Analyze the future” precisa degli stati d’animo e dei sentimenti degli italiani. Analizzare un sondaggio non è semplicemente fare la somma algebrica dei risultati, ma comprendere il significato e le risposte che i dati forniscono a domande che magari non sono state fatte. Ed ecco allora la domanda che mi faccio: “il Governo Prodi ha un futuro, e Berlusconi ha la possibilità di tornare a governare questo paese?”, non c’è stata la spallata in Parlamento che avrebbe dovuto far cadere Prodi, e secondo me neppure nei sondaggi si evidenzia lo scossone del Centrodestra, l’ossatura dell’elettorato rimane quella di sempre e c’è uno spostamento prettamente emotivo sicuramente significativo di 10 punti. Se si votasse domani Silvio Berlusconi tornerebbe a vincere di sicuro, ma è per questo che reputo che il Governo Prodi avrà lunga vita e che Berlusconi difficilmente potrà sedere ancora alla Presidenza di quel Consiglio dei Ministri che ha avuto in mano per cinque anni.
Luigi Crespi
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