|
Italia: osservatorio politico
Particolarmente attesi sono i dati del Tableau de Bord di
questo mese in quanto il momento politico del nostro Paese è particolarmente
nebuloso. Ma andiamo con ordine: il quadro generale ci consegna un'inversione
di tendenza, un rimbalzo "tecnico" che dovrà trovare conferma nei prossimi
mesi.
Le cariche istituzionali: il Presidente della Repubblica
mantiene una fiducia del 50% tra gli elettori e dopo un lungo periodo di
stabilità asfittica due punticini in più vanno a Marini e uno anche a
Bertinotti, poca cosa però.
Il Governo: Prodi è precipitato durante tutta la discussione
sulla finanziaria come un aereo senza carburante, ma i tre punti di febbraio
rappresentano qualcosa di più che una speranza, perché trovano conferma nel
dato del Governo che da dicembre a febbraio è passato dal 27% al 34%. I dati
sono ancora bassi ma i trend puntano verso l'alto, anche se siamo di fronte ad
una ripresa parziale del consenso dell'elettorato di centrosinistra.
L'opposizione: Berlusconi che dal mese di luglio è
cresciuto, è tornato dopo quasi un lustro ad essere il leader più amato, ha
avuto una flessione di due punti, più per motivi familiari ma che non intacca
il suo primato in Italia. Anche Casini si attesta al 30% con due punti in più,
anche se il dato più significativo è quello di Fini che dopo il torto subito
acquisisce quattro punti passando dal 34% al 38%.
I Ministri: in salita il trend di D'Alema al 42% che riamane
il secondo politico più amato d'Italia. Anche altri Ministri, dopo molto tempo,
hanno segno positivo: Rutelli, Bersani, Bindi. Segna ancora il passo Giuliano Amato,
ma soprattutto Tommaso Padoa-Schioppa che resta il Ministro più odiato
d'Italia.
Le intenzioni di voto: la distanza tra i due schieramenti
passa da 7,6 a 6,7 a dicembre era di 10,5 punti. In flessione Forza Italia che
segue i destini familiari del suo leader, in recupero AN e UDC. Nel
centrosinistra stabile l'Ulivo, si conferma il risultato di crescita della Rosa
del Pugno al 3%, flette di mezzo punto Rifondazione, si conferma la lenta e
graduale crescita dei Verdi, Di Pietro e Udeur.
Conclusioni: il Governo e i partiti della coalizione sono in
grave ritardo e hanno un forte deficit di consenso, ma possiamo dire con ragionevole
certezza che il trend negativo si è interrotto e verificheremo nei prossimi due
mesi se questa crescita segna un nuovo
trend oppure è un picco temporaneo che non cambia la tendenza.
Michela Giorgerini
.
Il Governo
.
|
|
|
|
.
I Ministri
.
|
.
Le intenzioni di voto
.
|
|
|
|
Fonte: Ekma
Data: 1/2 Febbraio 2007
|